Sono seduto a meta' della sala, 2500 iscritti, a occhio sono gia' tutti qui.
E speriamo che il Blackberry non spagini...
10.07: PK: crisis means also opportunity,
time to get more market share
10.09: When the succesful company think they
can do everything, that's the beginning of the end
10.17: digitalization makes information faster:
one person witha website can take down a company
10.24: when storm comes, somebody build walls.
Somebody build windmills
10.50: advertise in a recession if you have a value brand, if you launche
A new sub-brand, if you have a new offering
10.59: very important is to have a flexible budget, to react fast
11.03: comincia l'intervista con Bertele' (o e' Morbello?): la prima
Domanda e': "marketing can create value?" Mah...
Update: alle 12.00 sono uscito, subito dopo l'intervento "Prima spremitura dell'advertising: come cogliere i frutti dei media partecipativi" di Giuliano Noci.
Detto questo, Massimo Carraro ha postato un live blogging enormemente più completo del mio, che ho fatto pure fatica a mettere giù i concetti che mi sembravano interesanti. Prendiamola come esperienza per la prossima volta :)
Le impressioni generali ad un prossimo post...
mercoledì 17 giugno 2009
Live Blogging - "La pubblicita' e' servita"
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domenica 28 settembre 2008
Analisi della blogsfera: prego, si sdrai sul divano e mi racconti la sua vita...
La scorsa settimana Technorati ha pubblicato un'indagine sullo stato della blogsfera. E vuoi non fare un paio di riflessioni sulla parte "The What and Why of Blogging"? Ecco, appunto:
Perché si blogga?
Il "purismo di chi vuole parlare della propria area di interesse (79%) cozza col 24% di chi vuole guadagnarci del vile denaro. Dal blog, non dal proprio business di cui il blog parla (quelli sono il 14%...).
Impatto del blog sulla vita personale
Beh, la vita sociale migliora: in tanti hanno fatto nuove amicizie rimaste on line (67%) o incontrate di persona (47%). A dire il vero c'è anche un 7% che ha avuto problemi dal blog (chi se la prende per quello che si scrive, o magari che si offende perchè si è sempre attaccati al pc), ma i numeri dicono che la parte social ne guadagna.
Impatto del blog sulla vita professionale
Immagino che il 31% che non abbia avuto nessun risultato riguardi la sfera dei "diari on line". Tralascio anche -per invidia :)- quel 4% che ha mollato il lavoro per bloggare di mestiere. Ma l'impatto sul proprio lavoro c'è, e sembra positivo. Il 54% è persino diventato più conosciuto, alla faccia di Seneca*.
Mi dispiace solo che l'analisi sia quantitativa e non qualitativa.
Ok, ti conoscono in tanti. Ma vogliamo analizzare i riflessi sulla reputazione on e off line? Quanto sei più credibile -o meno- da quando hai un blog?
Insomma, la solita storia della fatica ad analizzare le statistiche. Tutti possono aprire un blog, e adesso sappiamo perchè e quali sono gli effetti in numeri: tirar fuori il significato, sarà una gara dura... :)
* "La gloria insegue preferibilmente quelli che la sfuggono" [cit]
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mercoledì 24 settembre 2008
Postare o commentare: il dilemma 2.0

Ho fatto tardi senza aver postato nulla: un paio di idee: nulla di che, ma sarebbero abbastanza per ragionarci sopra un post.
E' che ho fatto tardi commentando post sugli altri blog, e penso di aver già dato il mio piccolo apporto alla blogsfera*: del resto il cuore di un blog sono i commenti, no?
E a volte un commento su un bell'argomento postato da un altro, vale ben di più di un post forzato -tipo questo insomma- sul proprio blog...
* che prendere l'argomento da un altro blog e riportarlo sul proprio fa triste, e se si ha qualcosa di interessante da dire si mette nei commenti, che la "conversazione" rimane concentrata in un posto solo e ci guadagna...
Foto di duncan
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mercoledì 17 settembre 2008
Manie da post impulsivo

Mentre tornavo a casa pensavo al post di ieri: lo avrei riscritto di sana pianta. Mica per l'argomento "caldo" (che dalle polemiche sto lontano volentieri), nemmeno per come era scritto. Mi è sembrato mancassero delle cose che avrei voluto dire: nulla di fondamentale, ma era incompleto.
Fosse per una volta potrebbe pure passare; ma mi capita spesso, tanto che sto pensando di scrivere, aspettare un giorno, correggere e pubblicare*. Capita anche a qualcun altro? Sarei curioso di vedere una statistica su quanto i post rimangono in stand-by.
Proposito per la fine dell'anno: pensare un po' più a lungo a quello che si scrive, che qualche buona idea -ammesso poi che sia davvero buona- può arrivare un po' in ritardo...
*cosa che anche per questo post naturalmente non farò...
Foto di catatronic
giovedì 11 settembre 2008
Blog Vs. Forum

Tutto sto gran parlare di blog aziendali*. Ok, sono d'accordo, sono una novità, sono utili, fanno immagine, e magari danno un po' di visibilità on line (che non si butta mica via...).
Ma alimentano veramente delle conversazioni utili?
Mah...
Se il blog è gestito da un gruppo ristretto all'interno dell'azienda, il controllo sugli argomenti è tale che lo strumento rischia di ridursi ad una normale sezione "news" di un sito internet. Commentabili, certo, ma più in là di questo non si va, a meno di non finire fuori argomento nei commenti (e si diventa censurabili).
Se il blog diventa un libero spazio per tutti i dipendenti, il discorso migliora. Ma guardate al luogo in cui lavorate (se è l'ufficio di Google, siete esclusi), e pensate a quanti si metterebbero a scrivere sul blog aziendale. Si ritorna al gruppo ristretto (dei cui problemi ho già scritto), e probabilmente il blog tratterà di argomenti di interesse interno.
Insomma, io farei un passo indietro: il forum.
Basta registrarsi e si fa partire una conversazione scegliendo l'argomento, il tono, i link, e se si hanno meno di 17 anni anche un bel po' di faccine**.
All'azienda rimane la possibilità di stimolare il dialogo sugli argomenti che le interessano -aprendo un post-, o seguire le discussioni che si aprono via via, scegliendo se intervenire o assistere.
Lasciando più libertà aumentano anche gli stimoli, le idee.
Insomma: se la conversazione è l'obiettivo, il forum mi sembra la risposta migliore. O mi è sfuggito qualcosa?
Ah, dimenticavo: con un forum è un po' più dura moderare i commenti negativi per fare bella figura -ma falsa- on line. Insomma, si fa, ma almeno bisogna sbattersi un po' di più... :)
* l'idea di questo post mi girava in testa da un po', ma la scintilla finale l'ha accesa questo post di Massimo Carraro.
**le emoticon le abbiamo anche noi blogger :)
Foto di Laughing Squid
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venerdì 8 agosto 2008
08/08/08
Oggi in Cina cominciamo le Olimpiadi.
In oriente l'8 è un numero fortunato.
Oggi è l'ultimo giorno di lavoro.
Quale miglior giorno per cominciare la prima pausa estiva di questo blog!
Torre Lapillo ha a malapena i tetti delle case, la vedo grigia trovare un accesso internet; del resto tutto quello che ci vuole nei prossimi giorni è un po' di vento per il windsurf, e non dovrebbe mancare.
Ci si sente a settembre, divertitevi e buone vacanze!
La foto è di Sergio Vollono
martedì 29 luglio 2008
Reputazione, classifiche, e altre sciocchezze...
Sarà che sto blog di entrare in una classifica non ci pensa nemmeno (e non ci è neppure vicino)...
Sarà che quando l'ho cominciato nemmeno sapevo che c'erano delle classifiche, e che creavano un bel po' di casino...
Sarà che al tempo Blogbabel era già ancora chiuso...
Sarà per l'immensa autostima dell'autore di questo blog...
Sarà per tutto questo insomma, ma io mi trovo più volte al giorno a consultare lui, come se da un'ora all'altra cambiasse chissà cosa.
Sì, ho una curiosità malsana di sapere dove abiti, da dove sei arrivato, dove stai andando, se è la prima volta che passi di qua... ecco, giusto sulla risoluzione del tuo schermo posso sorvolare :)
Le conversazioni non sono ancora sto granchè da ste parti, ma vedere che c'è gente che torna, e che addirittura si iscrive ai
feed (se non l'hai ancora fatto clicca su sto link, altrimenti so dove trovarti...).
Per stimolare delle discussioni sul proprio blog prima bisogna accaparrarsi stima e fiducia di chi ti legge, non basta presentarsi e aspettare.
E' un processo lungo (ma forse un po' meno) anche per le aziende che vogliano farlo.
Con la differenza che le aziende un po' più di reputazione di me se la portano dietro (come quantità, eh?!?). E da quella sarebbe bello partire, senza voler stravolgere la propria immagine solo perchè "si va in internet".
Che poi le persone sono disorientate, e restano deluse*...
*ogni riferimento personale non è voluto: la strgrande maggioranza di chi mi conosce di qui non passa nemmeno (non per poca fiducia, è che di ste robe non gliene può fregare di meno:) )
Foto di parnas-io
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sabato 19 luglio 2008
Uscire dagli schemi

Da quando ho un blog mi è un po' cambiata la visione del mondo (lo so, è un po' esagerato, ma mi è uscita così :) ).
Lavoro, faccio due passi in centro, guardo la tv e penso: "questo magari lo posto".
Il blog si evolve a seconda delle esperienze, non secondo un piano predefinito. E' un po' uno scrivere alla giornata.
A prescindere dai risultati buoni o meno del blog, questo schema è valido anche sul lavoro. Liberarsi dai preconcetti per guardarsi un po' in giro e vedere cosa succede: può aprire possibilità che la routine quotidiana non fa notare.
Uscire dagli schemi e pensare liberamente. Non è facile, ma ho l'impressione che a fare sempre le stesse cose non si vada da nessuna parte.
A tutti i livelli ed in tutti i settori: mi piace pensare ai piani marketing* e alle strategie commerciali come idee di massima, stimolo su cui costruire.
Poi che ognuno ci metta del suo**, sforzandosi di passare da esecutore a propositivo.
*Qualcuno suggeriva un po' di tempo fa di andare in giro con i soldi del budget in tasca, abbandonare i piani marketing e fissare i valori che si condividono. Ecco, più o meno siamo lì...
**potrebbe pure essere la fine degli "yes men", che poi si va tutti a festeggiare e offro io...
Foto di bikeracer
mercoledì 9 luglio 2008
Vodafone ascolta, la rete si fa sentire: servirà?

Vodafone lab: una bella iniziativa, in cui la partecipazione libera delle persone permette di avere un ottimo feedback da chi il cellulare lo usa.
Per non sbagliare ci hanno messo tutto: blog, forum, wiki e video, in un'abbondanza che lascia quasi spiazzati (solo per decidere dove cercare quello che serve ci si mette un po'...), ma è avanti rispetto alla media italiana).
Che poi il commento sia libero, lo dimostra il post sulle tariffe dell'IPhone: c'è da vedere se i suggerimenti (per dirla alla leggera: vale la pena leggerli) verranno raccolti.
In caso contrario l'esperimento le si potrebbe rivolgere contro...
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foto di Florinda©
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venerdì 27 giugno 2008
Blog Vs. Twitter

Alla fine anche io sono arrivato a twitter.
Lo chiamano "microblogging": per qualche giorno mi sono limitato a leggere persone di cui già seguo il blog, ma piano piano ci sto prendendo confidenza.
La scoperta è che lo spazio limitato non toglie nulla a certi interventi.
Allora mi è venuta in mente la campagna "think small". Poi il libro di Seth Godin, "small is the new big" (sull'argomento anche un post).
Con tutti questi indizi non è che la forma del blog stia andando in crisi? Proprio adesso che ho cominciato io?
No, per fortuna.
Il microblogging ha il vantaggio di concentrare il concetto, togliendo il superfluo.
Il blog fa più coreografia, certo, e ha due vantaggi: link e commenti.
Non espone solo un'idea, ma una "rete di idee", che stimolano il post (link) e lo fanno evolvere (commenti).
Possono essere complementari, viaggiare in parallelo.
(Certo che se Twitter dà la dipendenza come il blog potrei avere qualche problema...:) )
Foto di blog.jmc.bz
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mercoledì 25 giugno 2008
Una guida per i blogger

Una guida gratuita (scaricablie qui) pensata per chi scrive in rete -in particolare sui blog-, al fine di evitare problemi (visto anche il recente passato).
Essendo fatta da un blogger, che è pure avvocato, direi che c'è da fidarsi. E onestamente, se ne sentiva il bisogno...
PS: gli ho dato una scorsa veloce, ma sembra decisamente precisa ed affidabile (io però ho studiato economia...)
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Da che parte vanno i blog?
Qualsiasi fosse la direzione originale di un post, sono le persone che leggono e dicono la loro ad essere la parte più interessante di un blog.
In un mondo perfetto tutte le aziende avrebbero capito questo meccanismo, e lo avrebbero sfruttato a loro vantaggio. Mica che debbano tutte aprire un blog, ma dare la possibilità alle persone di parlare, e mettersi in ascolto... sarebbe un buon inizio, ecco...
Foto da DiscoWeasel
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mercoledì 11 giugno 2008
La tessera mancante del mosaico
Chi si ricorda una reazione tanto massiccia da parte dei blog?
Della vicenda Mosaico ne hanno già parlato in tanti, in vari modi: sintetico, propositivo, brand oriented, interrogativo, virale. Chi addirittura vede nella vicenda nuove [mini]opportunità.
E quest'ultim approccio mi trova d'accordo. Questa vicenda ha avuto una diffusione virale che nessun buzz organizzato e voluto avrebbe sperato.
Non sto pensando che le aziende si debbano inventare finte proteste, o addiritture finte cause da intentare ai clienti, per poi arrivare e risolvere il tutto facendo bella figura.
Penso solo che per andare al di là delle quattro s del marketing si debba ripensare a quali corde toccare, cosa comunicare alle persone, quali sentimenti incoraggiare.
Andare on line non è abbastanza, farlo bene è difficile. Essere efficaci è tutta un'altra storia...
p.s: sù Mr. Mosaico, lasciamo stare sta cosa della denuncia, perchè lo ha detto lei che vuole il 99% dei clienti soddisfatti.
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Unknown
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