mercoledì 17 settembre 2008

Manie da post impulsivo


Mentre tornavo a casa pensavo al post di ieri: lo avrei riscritto di sana pianta. Mica per l'argomento "caldo" (che dalle polemiche sto lontano volentieri), nemmeno per come era scritto. Mi è sembrato mancassero delle cose che avrei voluto dire: nulla di fondamentale, ma era incompleto.

Fosse per una volta potrebbe pure passare; ma mi capita spesso, tanto che sto pensando di scrivere, aspettare un giorno, correggere e pubblicare*. Capita anche a qualcun altro? Sarei curioso di vedere una statistica su quanto i post rimangono in stand-by.


Proposito per la fine dell'anno: pensare un po' più a lungo a quello che si scrive, che qualche buona idea -ammesso poi che sia davvero buona- può arrivare un po' in ritardo...


*cosa che anche per questo post naturalmente non farò...



Foto di catatronic

11 commenti:

Stefano ha detto...

Io nei primi tempi tenevo un mucchio di bozze, da pubblicare solo una volta completate.

Poi ho scoperto che a lasciarli lì, i post finivano nel dimenticatoio.

Passava il momento giusto, perdevo spunto, perdevo energia. Non mi sembravano cose così interessanti da dire.

Adesso preferisco scrivere quello che penso nel momento in cui lo penso. Ne risultano post più corti, più simili a commenti, forse meno strutturati e 'belli' da leggere.

Ma alla fine ho ottenuto qualcosa di più spontaneo, e non spreco tempo nello scrivere cose che poi vanno perdute.

Baldo ha detto...

che vadano perdute ste cose non ci conterei molto... :)

Stefano ha detto...

Dai, se hai anche solo un lettore non sono cose che vanno perdute, vale comunque la pena di buttarle su web ..

Baldo ha detto...

dai, che poi magari quell'uno ne parla a cena con la mamma e il giorno dopo le visite sono 2, e da lì non mi ferma più nessuno :)

Modii ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Modii ha detto...
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Modii ha detto...
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Modii ha detto...

A me è capitato solo una volta di sentirmi in imbarazzo per un post che avevo scritto. Era feroce - e comunque molto meno feroce di quanto non fossi io.
Dopo qualche tempo, l'ho leggermente corretto (lo so che non si fa). Credo di aver tolto appena una parola - neanche ricordo quale - e suonava meno pesante.
Però è stata l'unica volta.

In generale, penso che vadano pubblicati relativamente in fretta: pubblicati giorno per giorno e presi per quello che sono.

Quello che faccio io per tutelarmi un po' è leggerli e rileggerli diverse volte prima di pubblicarli. Li sottopongo a un editing intenso - e formalmente infatti sono abbastanza curati.
Dal punto di vista sostanziale, metto le mani avanti facendo della costante (e facile) ironia. Mi sembra di aver scritto qualcosa di sciocco, di incomprensibile, di contorto? Lo dico. "Guarda come sei messa" mi dico.

(Comunque a ironia anche tu non scherzi mica...)

Antonello ha detto...

Concordo con il primo commento, quello di Stefano. Scrivere tante bozze e conservarli in chiavetta per poi riprenderli, spesso, rimangono nel dimenticatoio. Per non parlare della perfetta inutilità se la tematica del post è d'attualità. Con te, Baldo, condivido quello che è l'attegimento di tutti i blogger: ogni post è comunque, e sempre, incompiuto, in particolar modo quando, dalle interazione dei commenti, nascono nuovo approfondimenti. Ecco perchè, spesso, il post prosegue nel commento (post nel post). Ad ogni buon conto, non mi sono presentato, mi chiamo Antonello e sono transitato dal blog di Luisa. Ho sottoscritto il feed al tuo blog. Grandi cose.

stv ha detto...

Il giorno nel quale dovessi rendermi conto di quello che ho scritto non desiderassi non averlo mai fatto, inizierei a preoccuparmi della mia onestà intellettuale. Ergo, meglio di getto, senza bozze. Tanto, tornare su un post, per cambiare o aggiungere, non lo vieta ancora nessuno.
stv

Baldo ha detto...

@stv: è che tornare su un post mi sembra brutto... tanto chi legge ha già visto la prima versione. Comunque, vada per la scrittura di getto!

@Antonello: il "grandi cose" mette responsabilità, comunque grazie:)