
E così sono stato anche io -per una sera- a contatto reale con altri blogger. Grazie a GGD Bologna che ha organizzato un evento che era interessante già da prima che avesse luogo, e dopo non ha deluso nessuna attesa: il conversape con Valeria Maltoni* (sì, quella di Conversation Agent).
giovedì 31 marzo 2011
Valeria Maltoni a Bologna? E chi se la sarebbe persa...
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lunedì 28 marzo 2011
Video promozione Italia: idee sparse...
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venerdì 25 marzo 2011
Crearsi il momento giusto
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lunedì 28 febbraio 2011
A te (ovvero uno sfogo generalizzato sul vendere ed i suoi metodi)
A te, che mi invii una mail
A te, che mi scrivi -ancora- per posta (quella di carta)
A te, che mi telefoni
A te, che mi parli dalla televisione
Se hai due minuti, carta e penna e prendi appunti:
1- Non sono un gentile cliente. Solo per il fatto che io sia (forse) un cliente, già per definizione non sarò gentile. Sarò spietato. Lo sai, quindi non prenderti in giro.
2- Il mio nome all'inizio è prestampato. Si vede. La prossima volta scrivilo a penna, susciterai quantomeno un pensiero per quanti nomi avrai dovuto scrivere. E' già qualcosa...
3- La tua offerta non è eccezionale solo perchè lo dici tu. Provamelo, e se ci riesci poi ne parliamo.
4- La tua offerta non scadrà domani. Lo so. E sai perchè? Perchè me lo hai già detto un mese fa. E anche due mesi fa. Quindi falla breve ed ammetti che quello che stai proponendo è il prezzo reale. Punto
5- Il servizio che mi stai regalando lo pago col prezzo del prodotto. Dimmi che è incluso e viviamo tutti un po' più felici
6- Anche lo splendido omaggio che mi stai proponendo lo pago. E so che qualsiasi cosa sia (una calcolatrice a forma di dinosauro, un utilissimo distruggidocumenti, o un coltellino multiuso), probabilmente si romperà al secondo utilizzo.
7- No, non provare nemmeno a parlare di "sottoprezzo per prova di ascolto". Per il tuo amor proprio, non lo fare.
8- Sì, quest'offerta è riservata solo a me. Certo, come no. E le marmotte incartano la cioccolata...
9- Ti svelo un segreto, anzi due: più urli, più abbasso il volume. Più scrivi in maiuscolo e in rosso, più leggo in fretta. E meno ricordo.
10- Non ventilare nemmeno l'idea che io sia un idiota a non approfittare della tua fantastica occasione. Ma tu l'hai comprato quello che stai vendendo? Ecco, lo sapevo: siamo in due.
11- Ah, il tuo prodotto è il meglio che c'è? Guarda, la pubblicità comparativa è legale in Italia dal 12/12/2006: usala, e vediamo cosa sai fare. (o almeno rileggi il punto 3).
12- Io la mia mail, il mio numero di telefono, il mio indirizzo, te li dò pure. Ma attento a come li usi, e a chi li dai...
Insomma: prendi un bel respiro, bevi un bicchiere d'acqua, e spiegami con parole tue -quindi semplici- cosa vendi per perchè potrebbe interessarmi. Dai, fai una prova: scommettiamo che funziona?
N.D.A: questo post è rimasto quattro giorni in soffitta. Avevo paura che fosse troppo cattivo. Alla fine lo avrei pubblicato lo stesso, ma la spinta mi è venuta da questo post. Che tratta dello stesso concetto, ma scritto meglio :)
(via)
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Ormai di non convenzionale non c'è più nulla
Scopro qui questo video.
In due parole: Marco D'Antona (marketing manager Daikin, di più il suo profilo Linkedin non dice...) illustra la nuova campagna non convenzionale sul web, con testimonial il Mago Forrester.
Immediatamente ricordo un post FB di Maurizio Goetz:
"Il marketing non convenzionale ha rotto le palle" (cit.)
A parte il considerare oggi non convenzionali Youtube e Facebook.
A parte l'uso costante di testimonial.
A parte il cappellino da ferroviere.
A parte che D'Antona non guarda in camera nemmeno per sbaglio.
A parte la frase "l'umorismo intelligente [di Forrest!!!] è metafora di tecnologia (al minuto 3'16'', l'ho riascoltata perchè non ci credevo...)
A parte tutto quello che volete.
Possiamo per favore parlare di marketing che funziona o che non funziona? Che debba far vendere di più, o alzare la brand awareness, o qualsiasi altra cosa. Ma basta chiamare non convenzionale qualsiasi cosa che non sia il "duealprezzodiuno". Davvero.
Chiamatela campagna video sul web, è meglio. E che nessuno si azzardi a tirare fuori l'aggettivo "virale": ancora, la viralità è una conseguenza, se hai fatto una cosa degna di essere condivisa, la viralità arriverà da sola.
Uff... ora basta, torno a fare qualcosa di sano marketing offline: così, per disintossicarmi :)
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giovedì 24 febbraio 2011
Nannini pelletteria: bell'esempio sull'utilizzo dei dati personali

Compilo sempre i moduli con cui i negozi ti chiedono i dati personali: ho sempre il sogno che vengano usati per qualcosa, sia anche farti sapere che sono ancora aperti... beh, capita di rado.
Fino a qualche tempo fa almeno una mail per gli auguri di compleanno arrivava, e a volte c'era pure uno sconto per quella giornata. "ci hai lasciato i tuoi dati, ci ricordiamo e ringraziamo" era il messaggio... ma ultimamente nulla, se non probabilmente qualche mail di spam in più perché sei finito in qualche mailing-list-venduta-a-chissà-chi.
Poi nel weekend fai un salto all'Outlet di Castelguelfo, vedi una borsa al negozio di Nannini, ma è macchiata. Peccato, non la prendi.
E ieri all'Ottavatasta arriva questa mail:
Elisa ha recuperato la borsa macchiata, l'ha fatta sistemare, si è ricordata il nome -e di conseguenza la mail- della persona interessata, e le ha scritto.
Brava, davvero. Se un comportamento come questo fosse trasferito a livello aziendale (e magari lo è...) farebbe sicuramente la differenza. Più di una pagina Facebook, di un sito, o di quello che volete.
E' davvero un utopia sperarlo?
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venerdì 18 febbraio 2011
Valle a trovare le persone su internet... mica facile, Facebook o no...
Di ricette per usare la rete come strumento marketing ce ne sono davvero tante, ed ognuno pensa di avere quella giusta.
Ok, diamo ragione a tutti, visto che rimango convinto che ogni situazione richieda strumenti diversi.
Spostiamo l'attenzione su qualcos'altro...
Definito l'ambiente su cui voglio operare (Facebook, i blogger, Friendfeed, la rete intera), a chi mi rivolgo?
Basta definire il famoso target group?
Basterebbe, se i collegamenti fra le persone in rete fossero così:
Miro agli utenti "rossi" e bene o male il mio messaggio viene veicolato su tutte le persone che mi interessano. Magari prendo pure qualche "arancione", e la cosa si velocizza.
Il problema è che le persone in rete sono verosimilmente connesse così:
Qui mirare agli utenti "rossi è già più complicato... non sono tutto connessi fra loro! E anche se li prendessi tutti, rimarrebbero fuori i due insiemi viola...
Non importa se la segmentazione qui sopra sia geografica, o di età. Quelle sono le persone che devo contattare, e non esiste un gruppo che sia in contatto con tutti gli altri.
Quindi, ok fidarci delle segmentazioni, ma ricordiamoci che in rete tutto è un po' più segmentato del solito...
PS: e qualsiasi ironia sulle immagini è scontata... :)
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