lunedì 6 ottobre 2008

Hotel svizzeri ed un blogger rompiscatole

Una settimana passata in Svizzera* ha avuto un duplice effetto: una pausa dal blog, ed un po' di esperienze negli hotel da quelle parti. E al ritorno vuoi non postare qualcosa in merito? No?!? Beh, sì...

Per prevenire l'obiezione scontata: lo so, sto per paragonare due alberghi di categoria diversa, ma il punto qua non è la qualità del servizio: è la diversa filosofia di fondo, che traspare da tante cose. Ma poi vi rompete le balle a leggere post lunghi, quindi vi accontentate di un paio di esempi e riga :)

Hotel #1: Mövenpick Hotel a Regensdorf (Zurigo).

L'impressione è stata quella di una macchina per fare soldi, non importa come. Mi sono ritrovato con una fattura con sei voci, che nel 2008 sono convinto sia anacronistica:

camera (ok...), internet (vabbè...), cena (ci sta...), colazione (poi ne parliamo...), parcheggio (non utilizzato, ma visto che era a disposizione si pagava per forza**...), tasse varie (la legge è legge...)

Ora: hai un hotel da catena internazionale, pago quanto uno sceicco arabo in vacanza, già sono rompiballe di mio. Quindi nella "continental breakfast"non mi puoi mettere solo questi bicchieri:





Dai, non scherziamo, sono da chupito, non da colazione. Mentre mi portavo al tavolo quattro bicchieri(ni) in un colpo solo, ero attorniato da giapponesi obbligati ad una continua processione fra il tavolo ed il buffet in un "refill" continuo.



Hotel #2: NH Hotel a Friburgo

Ok, costa un terzo secco del Mövenpick, ma l'aria è tutta un'altra: per cominciare, parcheggio e colazione*** inclusi. Che non è una questione di vile denaro, ma si suppone che ci sia la -vaga?!?- possibilità che il cliente abbia un'auto (e da qualche parte la debba mettere) e alla mattina faccia colazione. E allora si include tutto nel costo della camera: fammela pagare di più e mettici tutto, fa tutto un altro effetto.

E poi, l'idea che a me blogger in viaggio attizza:





Ti piacciono i mignon di shampoo e sapone che trovi in camera? Bene, vicino trovi il listino per comprare la versione in scala 1:1. Un "gain money under permission", con una trovata simpatica e utile allo stesso tempo.







Morale: sono convinto che tutti siamo stanchi di pagare fatture con costi accessori più o meno nascosti o obbligatori che nemmeno una bolletta Telecom degli anni '80.

Meglio poche voci, chiare e giustificate, con la possibilità di scegliere cosa poi acquistare in più.

L'impressione è che l'offerta di servizio sia decisamente più ricca, e soprattutto non imposta.




*n.d.r: le ho cercate, ma purtroppo di mucche viola nemmeno l'ombra...

**in questo caso ragionare con una svizzera alla reception non ti dà molta soddisfazione, credetemi...

***con dei bicchieri degni di questo nome...

2 commenti:

stvdicorsa ha detto...

Sottoscrivo in pieno!
A modo mio ho cercato di scardinare il modello di business "bicchieri piccoli". Proprio in Svizzera e in un Movenpick vicino a Zurigo (non ho idea se fosse Regensdorf) ho risolto il dilemma portandomi sul tavolo 1 bicchiere e 1 brocca sotto lo sguardo severo dei camerieri ;-)

Baldo ha detto...

Trovare sui commenti chi è passato da sta roba, e pure nello stesso hotel, è decisamente social :) La prossima volta vado di caraffa anh'io...