lunedì 5 gennaio 2015

L'emozione non ha voce... e non basta per comunicare!

Ci sono argomenti che saltano fuori ogni tanto. Sempre uguali, solo spolverati e presentati come nuovi. Alcuni validi, altri meno.


Uno dei grandi classici:

"Per vendere bisogna emozionare"

Due commenti:

E' un concetto datato e tremendamente rischioso.

E' datato perché l'ho sentito la prima volta nel 2002. E successivamente l'ho ritrovato negli appunti di un direttore commerciale. Datati 1986.

Non dico che non sia vero, ma di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e sono successi tante altre cose.


E' tremendamente rischioso perché nell'entusiasmo del momento viene spesso interpretato in "per vendere basta emozionare".

Ok, a meno che tu non abbia da promuovere un profumo (e anche lì ci sarebbe da parlare), l'emozione  forse non avrà voce, ma sicuramente non basta a vendere qualcosa.

Guardiamo pubblicità in tv e sui giornali, campagne FB, e pensiamo "oooohhhhh, quanto è emozionale...", quando quasi sempre non è soltanto questo.

Volete uno spot emozionale? Eccolo:




E' della Apple, andò in onda durante il Superbowl del 1984. Non si parla di prodotto, solo della guerra dichiarata ad IBM.

Ora prendiamo l'ultimo spot di Apple per questo Natale:




Bellissimo, emoziona, tocca il cuore, ma ha una caratteristica che ogni comunicazione promozionale dovrebbe avere: parte dal prodotto, dalle sue caratteristiche. In questo caso: riproduttore musicale, utilizzabile dove vuoi, anche da persone non più giovani.

Ogni volta dovrete comunicare qualcosa, ricordate: l'emozione viene per seconda. Prima sempre il prodotto e le sue caratteristiche.

E non tirate fuori la storia delle comodità: siamo in un mondo che ha differenziato l'ACQUA MINERALE. Tutto il resto è una passeggiata ;)



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