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mercoledì 15 settembre 2010

Madison Ave vs. Silicon Valley: un titolo che è già un programma...

Un post su Makin' Ads riprende una presentazione -qui sotto- dal titolo che è già bello di suo:


Allargando il concetto, cosa dovrebbero imparare i pubblicitari puri dalle aziende, ed il contrario. Una mia idea fissa...

Solo due perle:

La Silicon Valley è forte nel "marketing without media".

Dalla Madison Avenue è da prendere il concetto "a brand is a promise"

Per il resto, non vi rovino la sorpresa :)

lunedì 12 aprile 2010

A me ste cose spaventano...

Di poco tempo fa questo post di Seth Godin, in cui analizza passo passo la bottiglia di un sapone. Bel packaging, ben illustrato, e mi ha fatto venire in mente una cosa. Insomma, ho sta mania di leggere le etichette di tutte le bottiglie e confezioni varie entrino nel mio bagno.

Senza fare nomi -ma solo link-, la settimana scorsa mi sono trovato in mano un shampoo parlante. Insomma, cose sull'etichetta del tipo "Lasciami accarezzare i tuoi capelli con il mio abbraccio di seta", oppure "ti donerò il liscio glossy che hai sempre desiderato".

Che uno shampoo mi dia del "tu" fa già impressione. E allora vado sul sito, trovo la pagina della mia bottiglia viola, e trovo questa frase: "Clicca sulle bottiglie per saperne di più. Vai avanti, lo sai che lo vuoi".
Alla faccia del call to action: sono tre notti che mi sveglio tutto sudato dall'incubo di un'enorme bottiglia di shampoo che mi urla "Tu mi vuoi, arrenditi!!!".

Sono diventato troppo impressionabile, decisamente la pubblicità di oggi non fa per me...


L'immagine è di autumnsensation

martedì 16 marzo 2010

Heineken mica sa fare solo birra...


Quando un'iniziativa in rete mi fa rimanere così...
Non ne sapevo nulla, mi era sfuggito anche l'eco sui media tradizionali che hanno seguito l'evento: l'ho visto oggi su Adverblog
Penso a tutte le strategie inventate per rendere virale un avvenimento, un video, o qualsiasi altra cosa, e che non reggono il paragone con questa.

Rimane sempre vero: conta solo -o quasi- l'idea. Poi si trova il modo di fare tutto il resto. Ma quando c'è un'idea vincente sotto, il risultato arriva!

Ora rimaniamo in attesa diq ualche scopiazzatura sparsa: quelle arrivano sempre :)

martedì 14 aprile 2009

Un po' di pubblicità non guasta mai...

Quando riusciremo a fare a meno della famiglia Totti, AldoGiovannieGiacomo, e tutta la compagnia?

In Grecia lo fanno:





Quello che mi fa rabbia è che potrebbe diventare divertente guardare la pubblicità. Un po' come ai tempi di Carosello* insomma...
Continuiamo pure a cambiare canale rassegnati e tranquilli, ancora per un bel po'.



* sia chiaro: io non c'ero ancora, me lo hanno raccontato :)

via

martedì 8 luglio 2008

Bene o male, non basta più che se ne parli



"Bene o male, basta che se ne parli..."

Il vecchio adagio sulla pubblicità, oggi non funziona più.

Oggi si parla come al solito della pubblicità, ma sempre più del prodotto. Si sta imparando sempre di più a separare il prodotto dalla pubblicità.
Uno spot è bello anche se il prodotto non è sto granchè. E le persone lo capiscono.

Costruire un brand non passa più dal cartellone più grande o dallo spot più frequente: passa da quello che pensano -e si dicono- le persone.

Non basta più enunciare . Bisogna convincere.

E per farlo urlare non serve a molto. Difficile dialogare, scambiare idee quando qualcuno parla più forte degli altri. Modulare la propria voce su chi ascolta, e ascoltare quando a parlare è chi ha comprato il tuo prodotto (o sta pensando di farlo).

Le aziende hanno portato su internet la reputazione che avevano sugli scaffali. Ora devono essere pronte ad affrontare il processo inverso.



Foto di Blech

martedì 27 maggio 2008

Pubblicitario, pubblicizza te stesso... (o era il medico?)


Donkey met Donkey
Originally uploaded by yoshiko314
Commento da: Yvonne Fabris

Salve, sono lusingata dai Vs spietati commenti!!
Vedo che siete stati molto "informali", bene lo sarò anche io.
Nessuno nega che la "tetta tira", ma non ditemi che non possa "evocare" i due vulcani di Napoli e Catania!!
Siete tutti militanti nel MOIGE ? Pensate anche voi che i poveri bambini rimangano sconvolti dinanzi a cotanta abbondanza??
Ricordo che il targhet* della TTTLINES è del 70% di autotrasportatori.
Fortunatamente questo accostamento ha avuto successo e sta facendo la fortuna della fotomodella.
Stamattina è stata ospite a canale 5 dalla D'Urso.
Se ne continua a parlare...qualche merito dovrò pure averne o no??
Ricordate, a parte quelle di Toscani, di una campagna che abbia riscosso tanto successo e della quale se ne sia parlato tanto?
Lavoriamo per la gloria o per far felici i ns clienti?

23.05.08 @ 11:09

Spotanatomy (via)

Non voglio entrare nella polemica, ma letto l'articolo ed i commenti, mi sono convinto che il pubblicizzare dei traghetti probabilmente è stato l'ultimo degli effetti, che è venuto dopo l'agenzia, la sua proprietaria, e pure la modella :)

Che poi si rischia di fare la fine delle quattro paperelle... tutti si ricordano di Adriana Lima, ma chi si ricorda cosa pubblicizzava? (il prodotto, non il brand, altrimenti è tropo facile... :) )

* era già scritto così, giuro...



pic from yoshiko314

martedì 20 maggio 2008

Pensaci prima di promuovere qualcosa in rete, PENSACI...

Video virali, social media, blog aziendali, corporate sites, buzz, wom... c'è altro? Qualcosa ho lasciato indietro, ma un bel po' di aziende ultimamente vedono nella promozione on line la possibilità di promuoversi a costi bassi... no dai, diciamo "minori del solito".
Ma funziona?
Internet è il posto giusto?

Voglio comprare un'auto, compro Quattroruote, vedo la pubblicità di un'auto: la pubblicità è nel posto giusto.

Voglio un paio di scarpe, entro in un negozio Nike, via buetooth mi arriva un video promozionale: ancora un posto azzeccato.

Non mi chiedo quali prodotti debbano essere promossi con un buzz o con un media sociale: Mi chiedo quali caratteristiche debba avere un prodotto perchè questi mezzi siano efficaci.
Prendendo spunto da Seth Godin, non è la pubblicità che crea una mucca viola, ma è la mucca viola che se pubblicizzata nel modo giusto e tramite i mezzi giusti, ha successo.

Insomma, in rete si vedono auto, televisori, cellulari pubblicizzati nelle maniere più strane: ma è il modo giusto? Se vai sui social devi avviare una conversazione (vera), e sicuramente serve. Ma viral, buzz, e compagnia bella a volte rischiano di fare più fumo che altro...

PS: non ho un esempio in particolare, è più una sensazione diffusa...

mercoledì 14 maggio 2008

ENI Internal marketing: solo una formalità?


Risparmio
Originally uploaded by metaphotos
Nella puntata delle Iene di lunedì si è trattata l'iniziativa di ENI 30percento: 24 consigli per risparmiare sulla bolletta energetica. Lampadine a basso consumo, lavastoviglie a pieno carico... tutte cose giustissime, a parte il fatto che nei palazzi ENI le luci sono acese anche di notte. Giulio Golia ne ha chiesto spiegazione al responsabile della comunicazione Gianni Di Giovanni, che ha reputato impossibile l'accaduto. Dopo aver visto le foto ha avuto le seguenti reazioni in sequenza:

- possono capitare possibili errori(già stai migliorando...)
- i lavoratori fanno dei turni (negli uffici marketing?!? stakanovisti...)
- chi lavorava in quel momenti era in sala riunioni per una conference call (ore 1.00, ed il giorno dopo alle 2.00?!? sono dei martiri...)
- può essere capitato(ecco, ora ci sei... ci voleva molto?)

Ora, capisco l'improvvisata dell'argomento trattato, ma arrampicarsi sugli specchi in quel modo quando bastava ammettere semplicemente l'errore non è sta gran cosa.
In più torniamo al solito problema: una volta si diceva predicare bene e razzolare male; oppure per un'azienda fare propri i principi che si sventolano con spot televisivi e campagne stampa. Prima di fare tutto ciò hanno fatto una circolare interna per il risparmio dell'energia negli uffici? Senza un po' di internal marketing la credibilità rischia di andare a quel paese...

P.S: geniale l'ultima scena in cui Golia toglie la lampada Tizio dalla scrivania di Di Giovanni perchè alogena, e la frantuma :)

mercoledì 16 aprile 2008

Stampa Vs Digitale: 1-0



Un bello stimolo a chi pensa che la stampa nella comunicazione debba abdicare nei confronti del digitale. Poi quando l'idea c'è, ogni contaminazione è possibile!

via

martedì 26 febbraio 2008

Lasciate che i bambini vengano alla marca

Volkswagen lancia per il secondo anno un concorso per il miglior striscione calcistico nelle scuole. Un direttore marketing di un marchio di pneumatici afferma di voler "fare qualcosa per coinvolgere i bambini".

Finchè erano Coca Cola e McDonald a rivolgersi ai più giovani era tutto normale, ma ora anche marchi che con quell'età non hanno nulla a che fare ci si buttano.
E' l'età in cui si forma il ricordo di un marchio (chi si ricorda a quanti anni ha sentito un rumorino strano dal cruscotto di una Fiat?), e cominciare a far vedere una WW azzurra ad una seconda elementare forse farà vendere più Polo fra sei o sette anni.

Non so se funzioni in modo così automatico, ma la cosa non mi convince del tutto: vabbè allargare il target, ma lasciamo in pace sti bambini. aspettiamo che almeno si iscrivano a scuola guida, poi bombardiamoli pure.

martedì 29 gennaio 2008

Valtour advertising


Sabato sulle piste del Cimone si e' svolta un'iniziativa da catalogare sotto il "valtour advertising": praticamente spacciare i piu' assurdi giochi da spiaggia per operazioini marketing...
Nella fattispecie dovevi sciare con il porta-badge nella foto, cercando chi avesse quello dove fossero a colori le foto dei Duran che sul tuo erano in b/n, per vincere una cuffia rossa di R101.
ho sciato tutto il giorno, con quel collare rigorosamente in tasca per evitare l'effetto skipass anni 80 (quando lo attaccavi al collo e rischiavi di essere sfregiato da quel coso che svolazzava ovunque). Ne avessi visto uno che lo portava...
L'idea dell'operazione sulle piste e' bella, come anche quella di farla proseguire durante la sciata, ma distribuire qualcosa di piu' decente avrebbe avuto un seguito maggiore -delle fasce, nn delle cuffie (e per favore nn rosse), o qualcosa da attaccare alla racchetta da sci e nn al collo-.
E l'impatto visivo del marchio sulle piste sarebbe stato maggiore, e magari pure piacevole da vedere.