
Vodafone lab: una bella iniziativa, in cui la partecipazione libera delle persone permette di avere un ottimo feedback da chi il cellulare lo usa.
Per non sbagliare ci hanno messo tutto: blog, forum, wiki e video, in un'abbondanza che lascia quasi spiazzati (solo per decidere dove cercare quello che serve ci si mette un po'...), ma è avanti rispetto alla media italiana).
Che poi il commento sia libero, lo dimostra il post sulle tariffe dell'IPhone: c'è da vedere se i suggerimenti (per dirla alla leggera: vale la pena leggerli) verranno raccolti.
In caso contrario l'esperimento le si potrebbe rivolgere contro...
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foto di Florinda©
mercoledì 9 luglio 2008
Vodafone ascolta, la rete si fa sentire: servirà?
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Post di servizio... e un paio di idee
Sarò fuori per due giorni, di bloggare mi sa che non se ne parla.
Butto lì due link che non ho ancora avuto modo di approfondire come si deve, ma da quel poco che ho visto, meritano: friendfeed e readburner.
Seguire post, commenti, feed, twitterate e roba varia a volte è pesantuccio. Sembra che i due ragazzi qui sopra possano dare una mano...
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martedì 8 luglio 2008
Bene o male, non basta più che se ne parli

"Bene o male, basta che se ne parli..."
Il vecchio adagio sulla pubblicità, oggi non funziona più.
Oggi si parla come al solito della pubblicità, ma sempre più del prodotto. Si sta imparando sempre di più a separare il prodotto dalla pubblicità.
Uno spot è bello anche se il prodotto non è sto granchè. E le persone lo capiscono.
Costruire un brand non passa più dal cartellone più grande o dallo spot più frequente: passa da quello che pensano -e si dicono- le persone.
Non basta più enunciare . Bisogna convincere.
E per farlo urlare non serve a molto. Difficile dialogare, scambiare idee quando qualcuno parla più forte degli altri. Modulare la propria voce su chi ascolta, e ascoltare quando a parlare è chi ha comprato il tuo prodotto (o sta pensando di farlo).
Le aziende hanno portato su internet la reputazione che avevano sugli scaffali. Ora devono essere pronte ad affrontare il processo inverso.
Foto di Blech
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martedì 20 maggio 2008
Pensaci prima di promuovere qualcosa in rete, PENSACI...
Ma funziona?
Internet è il posto giusto?
Voglio comprare un'auto, compro Quattroruote, vedo la pubblicità di un'auto: la pubblicità è nel posto giusto.
Voglio un paio di scarpe, entro in un negozio Nike, via buetooth mi arriva un video promozionale: ancora un posto azzeccato.
Non mi chiedo quali prodotti debbano essere promossi con un buzz o con un media sociale: Mi chiedo quali caratteristiche debba avere un prodotto perchè questi mezzi siano efficaci.
Prendendo spunto da Seth Godin, non è la pubblicità che crea una mucca viola, ma è la mucca viola che se pubblicizzata nel modo giusto e tramite i mezzi giusti, ha successo.
Insomma, in rete si vedono auto, televisori, cellulari pubblicizzati nelle maniere più strane: ma è il modo giusto? Se vai sui social devi avviare una conversazione (vera), e sicuramente serve. Ma viral, buzz, e compagnia bella a volte rischiano di fare più fumo che altro...
PS: non ho un esempio in particolare, è più una sensazione diffusa...
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giovedì 24 aprile 2008
I marketing guru sono pure simpatici
E' bello seguire un blog per un po' di tempo, e poi con un intervista ti ricordi che dietro c'è una persona in carne ed ossa, che quando parla dice cose interessanti come quando scrive, ed è pure simpatica :)
Riporto qui il video (e sapere che è girato a Manhattan gli dà tutto un altro gusto...) dell'intervista di Steve Rubel fatta da Brian Lehrer:
Marketing Guru Steve Rubel Talks with Brian About Info Overload from Brian Lehrer Live on Vimeo.
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mercoledì 12 marzo 2008
Listen - Share - Involve
Riprendo l'argomento del post precedente, perchè da oggi mi ronza in testa una formula... Listen-Share-Involve, che può essere un modo per fidelizzare il cliente sia nel b2b che nel b2c. Ascoltare le idee, condividere le nostre, allo scopo di coinvolgere la persona che compra.
In questo certo i social media possono essere un aiuto, con un solo rischio, da evitare come la peste: il delegare ala rete il rapporto personale, che in alcune -molte- situazione rimane comunque insostituibile.
PS: bello il giochino delle formule, potrei prenderci gusto... evito? :)
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martedì 4 marzo 2008
Social Media: b2b o b2c?
Si parla tanto di social media utilizzabili dalle aziende: uno dei limiti è il grande numero di clienti che possono interagire, ed il rischio di perderne il controllo. L'utilizzo -di un blog per esempio- a prima vista sembra più fattibile nel b2b. I clienti di questo settore comprano dall'azienda per fare business, non per soddisfare un loro bisogno come nel retail. Possono utilizzare il media in questione per problemi riguardanti il lavoro, e l'azienda ha un luogo dove dare risposte.
Ma qui mi sorge un dubbio: l'azienda ha una struttura commerciale e marketing preposta a questo: risolvere i problemi dei clienti. E una persona fisica dà certamente più affidamento di una risposta su un blog.
Forse può essere utile in caso di un grosso numero di clienti, ma quante sono le aziende b2b che ne hanno così tanti da non riuscire a rispondere direttamente? Si torna all'utilizzo dei social media nel b2c, dove però, per avere un'utilità reale (per il cliente e per l'azienda), è necessaria una struttura preposta unicamente a questo settore.
Da questa ricerca poi viene fuori che le aziende usano i social media principalmente per fare "brand building". Ma il lato positivo più importante è -come sempre- il non avere paura di far parlare i propri clienti con altre persone, con l'onestà di dare pubblicità agli errori come ai meriti.Insomma, forse dalle nostre parti l'utilizzo di questi strumenti nel b2b è prematuro: ma è un'ottima occasione per cominciare ad allenarsi: se diventano uno standard -e lo stanno facendo- essere in ritardo non darà sta gran immagine...
ps: l'immagine è di kenjimori
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