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sabato 9 dicembre 2017

Le confezioni natalizie, meglio sono -fatte- più funzioneranno

Ormai è chiaro: Natale, San Valentino, Halloween, e tutte le altre feste non cominciano quando lo dice il calendario, ma quando lo decidono gli uffici marketing. In quest'ottica questo post potrebbe essere un po' in ritardo, ma confido che la piccola media azienda italiana proprio in questi giorni stia correndo ai ripari perché "per Natale non abbiamo ancora pensato a niente"...


Quindi visto che il post su come fare gli auguri per email è ancora uno dei più letti dia gusto blog, proviamo a seguire lo stesso filone, e parliamo di...

"Il packaging nei punti vendita"

Parliamo di scatole, borse, confezioni con il nome dell'azienda sopra, che i negozianti si vedono recapitare da settembre in poi. Una volta erano gratis, ora sono legate ad un "ordine natalizio", ma sono comunque sempre in quantità industriale.

Lo scopo dell'azienda è uno: che vengano utilizzate il più possibile, e che facciano bella mostra per le vie del centro città nei giorni dello shopping natalizio.

Bene: questo succederà solo se i negozianti ed i loro dipendenti le useranno. E su questo non avrete alcun controllo. Unica cosa è rendergli facile la vita.

Il packaging è azzeccato → il commerciante lo usa → l'operazione funziona

Chiaro no?

Ora, come deve essere un packaging per funzionare?

- La dimensione deve essere adeguata: grande abbastanza per il prodotto che deve contenere, non troppo grande per essere di intralcio al commerciante. Quindi de una borsa deve essere grande, consegnatela al punto vendita piegata, in modo che sia facilmente gestibile prima dell'utilizzo.

- Confezionate le confezioni (amo i giochi di parole) in parti, in modo che dal magazzino possano facilmente essere spostate alle casse.

- Fate cose facili da usare. L'ultima volta che mia moglie è stata dal parrucchiere ha ricevuto una borsa di una nota marca di prodotti per capelli. In un sabato sera a negozio mezzo vuoto il negoziante ha impiegato 3 tentativi in almeno due minuti per chiuderla. Immaginatevi cosa sarebbe successo in un giorno di negozio pieno. Gente che aspetta? No, semplicemente il negoziante avrebbe scelto un'altra busta...

- ideate una confezione riconoscibile. anche da lontano, anche di sfuggita. Se usate i colori ricordate che sotto Natale tutti i packaging saranno rossi. Se potete puntate sulla forma della confezione, ma inevitabilmente saliranno i costi.

- Fate sì che sia riutilizzabile: oltre ai motivi ambientali, il vostro marchio probabilmente passeggerà un po' di più per le strade, o rimarrà di più nelle case dei clienti.

- Fatelo bello. Sembra scontato, ma non accontentatevi. Collaborate con professionisti bravi, valutate più proposte, non abbiate paura di sperimentare idee nuove.

Quindi se ancora non vi siete preparati alle feste, speriamo che questa manciata di consigli vi sia utile. Oppure potete riciclarla per un'altra ricorrenza nell'anno. In ogni caso, in bocca al lupo!

lunedì 12 aprile 2010

A me ste cose spaventano...

Di poco tempo fa questo post di Seth Godin, in cui analizza passo passo la bottiglia di un sapone. Bel packaging, ben illustrato, e mi ha fatto venire in mente una cosa. Insomma, ho sta mania di leggere le etichette di tutte le bottiglie e confezioni varie entrino nel mio bagno.

Senza fare nomi -ma solo link-, la settimana scorsa mi sono trovato in mano un shampoo parlante. Insomma, cose sull'etichetta del tipo "Lasciami accarezzare i tuoi capelli con il mio abbraccio di seta", oppure "ti donerò il liscio glossy che hai sempre desiderato".

Che uno shampoo mi dia del "tu" fa già impressione. E allora vado sul sito, trovo la pagina della mia bottiglia viola, e trovo questa frase: "Clicca sulle bottiglie per saperne di più. Vai avanti, lo sai che lo vuoi".
Alla faccia del call to action: sono tre notti che mi sveglio tutto sudato dall'incubo di un'enorme bottiglia di shampoo che mi urla "Tu mi vuoi, arrenditi!!!".

Sono diventato troppo impressionabile, decisamente la pubblicità di oggi non fa per me...


L'immagine è di autumnsensation

giovedì 18 marzo 2010

Marketing - Packaging: faranno rima per qualcosa?


Vi ricordate quell'esempio -ormai quasi leggenda- citato quando si parla dei vari metodi per fare marketing? Sì, quello di Colgate che allargò il buco da cui usciva il dentifricio per aumentare le vendite.

(C'è sempre stato qualcosa che non mi convince in questo esempio: quasi un sotterfugio per far consumare più dentifricio.)

Quello che rimane vero è che il packaging rimane parte integrante della comunicazione di qualsiasi prodotto. Appuntiamocelo tutti su un post-it, ma ricordiamocelo, perchè in giro si vedono cose tristi.

Ma qualcuno se lo ricorda bene, e quindi viene fuori "method laundry detergent": infinite sono le strade attraverso cui a volte passa il marketing...

- risparmia in spazio (chi ha ancora un angolo libero sotto il proprio lavandino)
- meno rifiuti (che un po' di green mktg non si rifiuta a nessuno di sti tempi)
- è facile da dosare (odio i tappi salvagoccia, con i quali regolarmente spando ammorbidente per mezzo bagno)

Insomma, fare promozione ad un prodotto così diventa poi facile...


(da Signal Vs. Noise)

venerdì 18 aprile 2008

Fare il pieno di vino... è pure più economico!


distrvino
Originally uploaded by ottavotasto
In questo periodo di emergenza rifiuti il tema imballaggi è molto sentito: da semplici post sui blog, ad iniziative come "300" (geniale..).
Quindi quando (sempre nella trasferta barese, al centro commerciale Mongolfiera a Molfetta) ho visto questo distributore di vino alla spina ho pensato 2 cose: 1)qua si comincia ad assaggiare vino 2)se il vino è buono questa si posta.
L'esistenza di questo post testimonia la bontà del vino, ed anche dell'iniziativa: con costi contenuti (dall'euro e mezzo ai due e mezzo al litro) si ha la possibilità di riempire un proprio contenitore o uno acquistato sul posto.
L'iniziativa è di Gusto Apulia, qui altre foto della situazione.