
Vi ricordate quell'esempio -ormai quasi leggenda- citato quando si parla dei vari metodi per fare marketing? Sì, quello di Colgate che allargò il buco da cui usciva il dentifricio per aumentare le vendite.
(C'è sempre stato qualcosa che non mi convince in questo esempio: quasi un sotterfugio per far consumare più dentifricio.)
Quello che rimane vero è che il packaging rimane parte integrante della comunicazione di qualsiasi prodotto. Appuntiamocelo tutti su un post-it, ma ricordiamocelo, perchè in giro si vedono cose tristi.
Ma qualcuno se lo ricorda bene, e quindi viene fuori "method laundry detergent": infinite sono le strade attraverso cui a volte passa il marketing...
- risparmia in spazio (chi ha ancora un angolo libero sotto il proprio lavandino)
- meno rifiuti (che un po' di green mktg non si rifiuta a nessuno di sti tempi)
- è facile da dosare (odio i tappi salvagoccia, con i quali regolarmente spando ammorbidente per mezzo bagno)
Insomma, fare promozione ad un prodotto così diventa poi facile...
(da Signal Vs. Noise)
giovedì 18 marzo 2010
Marketing - Packaging: faranno rima per qualcosa?
martedì 16 marzo 2010
Heineken mica sa fare solo birra...
Quando un'iniziativa in rete mi fa rimanere così...
Non ne sapevo nulla, mi era sfuggito anche l'eco sui media tradizionali che hanno seguito l'evento: l'ho visto oggi su Adverblog
Penso a tutte le strategie inventate per rendere virale un avvenimento, un video, o qualsiasi altra cosa, e che non reggono il paragone con questa.
Rimane sempre vero: conta solo -o quasi- l'idea. Poi si trova il modo di fare tutto il resto. Ma quando c'è un'idea vincente sotto, il risultato arriva!
Ora rimaniamo in attesa diq ualche scopiazzatura sparsa: quelle arrivano sempre :)
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sabato 6 marzo 2010
Scrivvere per il uebb
Solo pochi giorni fa si parlava da ste parti della velocità -relativa- di internet confrontata con gli altri media.
La riflessione, successiva ma lenta (sarà il freddo di questi giorni?), è stata... quindi cosa cambia nelle regole della comunicazione?
Riprendiamo Ogilvy: "not rules, fools, tools". Cambia lo strumento, il mezzo. Nient'altro.
"In internet bisogna catturare l'attenzione di chi legge in 10 secondi". Perchè, in una pubblicità su un giornale o in tv, crediamo di avere più tempo?
Credetemi, la signora sessantenne non interessata da quello che sta leggendo girerà pagina più velocemente di quanto un quattordicenne possa cliccare sul mouse per andare sulla sua pagina Facebook.
Avete dubbi? Fermatevi davanti alla vetrina di un qualsiasi parrucchiere, e ne avrete la prova.
Internet non cambia nulla: qui comunicazione bisogna farla, e farla bene. Come -mi dicono- è sempre stato. L'ipertesto non sarà la soluzione ai dubbi sul congiuntivo, o ad un payoff debole. Anzi, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe finire su Facebook davvero. E lì i danni sarebbero leggermente peggiori...
La foto è di AngMoo
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mercoledì 3 marzo 2010
Ma sto internet, quanto costa?!? O meglio, per quanto tempo costa?
Quanto costa un sito? O meglio: quanto costa "essere su internet"? Ed avere visitatori?
Domande sentite un po' troppe volte, pensando che una risposta non c'è...
Sgombriamo il campo da facili ottimismi: non è gratis, ed a volte nemmeno tanto economico...
Mi sono trovato a discutere qualche volta sull'investimento giusto da fare in internet per un'azienda: ammontare, strumenti, fornitori...
L'unica cosa su cui posso mettere la mano sul fuoco, è che qualsiasi cifra si spenda, è necessario -purtroppo- continuare ad investire. Un investimento serio su internet dovrà essere pianificato per almeno 3-5 anni?
Mica solo perchè "dopo-6-mesi-il-sito-è-vecchio-bisogna-rifarlo". Però se si spendono dei soldi per la rete (sito, adwords, chi più ne ha...), è necessario spalmare l'investimento su un tempo medio lungo. Altrimenti si buttano via soldi e tempo, davvero...
Perchè la pubblicità magari non viene cliccata la prima volta che viene vista; perchè se si ha un forum, o un blog, qualcuno dovrà pur rispondere a quei disperati che ti dicono qualcosa; perchè un aggiornamento dei prodotti ogni tanto va fatto; perchè l'ultima news non può essere di tre mesi fa; e poi perchè, sì, dopo un po' una riverniciata al sito bisogna darla...
Insomma piuttosto che spendere x una volta, meglio investire x/n per n anni. Già la pubblicità su internet nessuno ha ancora capito come funziona, almeno prendiamoci del tempo per capire come vanno le cose nel nostro caso....
La foto è di monkeyc.net
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Internet è veloce? Mah...
E' uno dei "grandi classici" che si sente a cadenze regolari: "internet è veloce*".
Provate ad accostarlo ad una frase a caso, che parli di rete o meno:
"le pagine del sito devono essere leggere perchè internet è veloce"
"Cattura velocemente l'attenzione del lettore perchè internet è veloce"
"scrivi in modo chiaro perchè internet è veloce"
"faccio tardi dal dentista perchè internet è veloce"
"il mondo finirà nel 2012 perchè internet è veloce"
Torna tutto, no? Soprattutto se è pronunciata da un sedicente "web marketer" che vi vuole giustificare un investimento a caso in rete.
Ma mica sono convintissimo di sta cosa... Insomma, se paragoniamo il computer al televisore, il mouse sarà il telecomando. E vorrei cronometrare se si clicca o si cambia canale più velocemente...
Il punto è sui contenuti: su internet è mediamente più veloce trovare quello che si cerca, e quando lo si vuole. Non ci sono orari, interruzioni pubblicitarie, o sovrapposizione di contenuti.
La tv in rete sta prendendo sempre più spazio, mentre gli esperimenti sul contrario non hanno avuto sto gran successo (tranne che negli hotel, con costi indecenti e usabilità, se possibile, peggio).
Internet non è veloce: mancano termini di paragone, è diverso da qualsiasi altro media.
Internet è più efficiente: e se questo vuol dire più veloce, ok, è anche più veloce. Ma credetemi: la fine del mondo nel 2012 è colpa degli aztechi :)
La foto è di Snapperz
Letargo Finito!

Letargo finito: sul serio.
Qualche mese che non scrivo sul blog: gli spunti ci sarebbero pure stati, ma colpevolmente li ho lasciati passare. Pigrizia, altre cose da fare, stanchezza, sceglietene una...
Riparto con gli spunti di un corso di Assomark: e quindi grazie a Sofia, Simona, Marco, Paolo, Alberto Flora e Fabio (tutti d'accordo a ricevere la newsletter di Ottavotasto... bei matti:): per il tempo, gli spunti, e l'ultima spinta a ripartire col blog.
A prestissimo!
La foto è di Wild Friday
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lunedì 16 novembre 2009
Apre la fiera, venghino numerosi!
E domani si ricomincia: dopo due mesi a lavorarci ed un weekend praticamente in bianco, lo stand è ancora un cantiere e l'allestitore ha dimenticato lo stereo. Ma domani si torna in fiera.
E quindi, mentre aspetto di posizionare le grafiche e di andare a comprare le vettovaglie -ed abbondanti alcolici- per i clienti, mi viene in mente qualche regoletta che nella -poca- esperienza che ho fatto, in fiera serve sempre:
- Luci: se non illumini, in fiera non si vede veramente nulla.
- Musica: ad un livello sopportabile, a meno che tu non sia al motorshow ed abbia lo stand pieno di cubiste.
- Sarebbe bello che lo stand fosse (o sembrasse) sempre pieno. Uno stand vuoto, rimarrà inevitabilmente vuoto.
- Tieni conto del flusso della gente. Le persone si muovono fra stand e padiglioni secondo motivi insondabili ai comuni mortali. Unico indizio: si ripetono di anno in anno…
- Date ai visitatori un motivo per parlare di voi ad altri visitatori anche lontano dal vostro stand, e sperate che vi cerchino.
- Non credete mai (ma proprio MAI) ad un visitatore che vi dice “ripasso più tardi”: ad andar bene lo rivedrete l’anno prossimo.
- Pensate alle sedute per quanta gente vi aspettate presente sull stand: non ci beccherete comunque, ma il rischio è di avere persone in piedi (che se ne andranno), o sedie vuote (e lo stand sembrerà vuoto, vedi punto 1)
- Per quanto possibile, anche alla sera dell'ultimo giorno, sorridete: chi si fermerebbe a parlare con una faccia che traspira rottura di balle?
- Gadget: non regalateli a pioggia. Verranno percepiti come senza valore, e finiranno nella cameretta del figlio di un visitatore a caso.
Altro ora come ora non mi viene in mente: torno a lavorare, se qualcuno vuole aggiungere idee... be my guest!
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