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domenica 20 ottobre 2013

Il costo di un sito è solo l'inizio :)

Sarà la crisi, ma in ogni angolo si sente parlare di e-shop: sembra che "vendere su internet" possa essere la soluzione ai mali del mondo...

Ok, può sicuramente essere una possibilità, e può portare risultati in tempi brevi. Il più delle volte invece ci vuole qualche mese per far partire il carrozzone di un sito che commerci on-line.

Ma la domanda che di solito ti viene fatta è "quanto costa un sito per vendere in internet?". La risposta è sempre la stessa:

"meno del resto"

Nessuno ci pensa, ma il sito non basta per vendere on line: bisogna riorganizzare il magazzino, decidere chi segue il back-end del sito, gli ordini, chi risponde alle mail, o al telefono. E a tutta questa gente bisogna insegnare a fare "quasi" un lavoro nuovo.
E come si struttura il magazzino?
E gli imballi?
Ordine minimo, che facciamo?
E che corriere si usa?
E le tariffe doganali?

Si può andare avanti per un bel po' :)

Insomma non basta mettere su un bel negozio on line, con un carrello intelligente e un processo di acquisto veloce, rassicurante e semplice.

 Bisogna strutturare un pezzo di azienda a servire quelli che compreranno on line. Che saranno diversi dai vostri soliti clienti, e vi faranno domande diverse, e saranno pronti a esaltarvi -o crocefiggervi- in maniera diversa, e molto più efficace dei clienti tradizionali.

Magazzino, customer care, spedizioni, commerciale... tutte persone che dovranno fare qualcosa in più. Qualcosa di diverso. Ed è bene saperlo prima... :)

 

lunedì 5 novembre 2012

"Ogni sito è un e-commerce" is the new "non si può non comunicare"


Il primo assioma di quel simpaticone (oltrechè psicologo e filosofo) di Paul Watzlavick recita che "non si può non comunicare".

In sostanza, anche stando zitti il nostro corpo comunica qualcosa, e via con tutta la storia della comunicazione non verbale.

In questo periodo mi sono trovato coinvolto in un po' di progetti di e-commerce, e mi sono trovato a pensare che la stessa cosa vale per un sito.

Ogni sito è un sito di e-commerce.

Non importa se stai vendendo qualcosa o no: comunque stai proponendo un'immagine, un'idea tua o del tuo prodotto. Quindi concetti e metriche dell'e-commerce valgono anche per i siti ordinari? In linea di massima sì. come devono valere gli stessi concetti di costruzione del sito.

Cosa voglio mettere in risalto per esempio: se parliamo di un catalogo prodotti mi è chiarissimo quale prodotto voglio mettere in evidenza. Ma se un catalogo non ce l'ho, allora devo comunque ragionare su quale concetto o idea voglio "spingere" maggiormente.

Ripensare ogni sito come se fosse un e-commerce può anche essere una provocazione, ma in molti casi può aggiungere chiarezza durante la creazione delle pagine. Quando a volte non si sa bene cosa mettere in homepage, o come ordinare i menù.

Provateci e sappiatemi dire... :)


La foto è presa dal sito della serie tv Lie To Me


martedì 4 maggio 2010

Pure al dentista scrivo dal Blackberry...

Il fatto che abbia cambiato dentista sembra non c'entrare molto con questo blog.
La scelta e stata fatta in modo decisamente convenzionale (comodità geografica + passaparola 1.0), ma la sorpresa è comunque arrivata.

- ha un sito internet. E pur non avendo effetti speciali e colori ultravivaci, è così chiaro che il dottore in questione lo utilizza -immagini, descrizioni...- mentre illustra cosa va a combinare dentro la tua bocca. Certo, saperlo non solleva, ma aiuta non poco.

- legge le mail, e risponde persino: se contiamo che ancora ci sono aziende che nemmeno guardano le caselle di posta, è una bella cosa, dai...

Seguono nell'ordine: preventivi chiari (senza parole incomprensibili e discorsi tipo "più-o-meno-saremo-sui-ma-le-serve-la-fattura..."), assenza di dolore nelle operazioni (cosa per me incomprensibile, ho sempre pensato che dal dentista si debba sentire male, anzi che un po' si paghi anche per quello ), ed è pure simpatico (che in questi casi non è richiesto, ma non guasta mai...)

Insomma durante un'anestesia mi sono trovato a pensare che fra un po' -non chiedetemi quanto- potrebbero avere la mail anche il panettiere, il meccanico dell'auto, e chissà chi altro. E con un Blackberry o un IPhone in tasca, vuoi mai che quei semplici strumentini da web 1.0 potrebbero semplificare un bel po' di cose?

mercoledì 24 marzo 2010

Cosa non si farebbe per un link in più


"Links are the lifeblood of the web. Without fresh links, your website has no authority in the engines or consistent referral traffic."

La frase è da un post di online Marketing Blog sul SES-New York 2010*, che riferisce le idee emerse da una tavola rotonda fra esperti di sta roba.

A parte trucchetti vari, link automatici o scambiati e compagnia bella, sto Aaron Kahlow secondo me ci ha preso in pieno:

"Aaron decided to be interactive and not give a presentation (e già mi stai simpatico). He gave just a few tips before turning over the panel to an audience Q&A.

Content – If you don’t have great content, there’s no reason anyone should link to you.

Personas/branding – If you don’t have a personality or aren’t comfortable with yours, you’ll never form the affinity necessary to gain links.

Social – Every time you create something, ask yourself if your colleagues/constituents would share.

Friends – Make sure you build relationships with those who are link magnets.

Suggestions:

1. Decide who your target market is, and then address them appropriately. For example, you can’t “geek out” and get technical if your audience is not.

2. Make sharing simple and easy. For example, if your audience is active on Twitter, leverage the Tweetmeme button on your blog.

3. When you find things you like, say something about it and link to it as opposed to always linking to the source."


Riassumendo (ma un po' ne avevo già scritto)
  • - tratta di cose che interessano le persone
  • - sii credibile, fatti una reputazione (è una conseguenza del primo punto, non è scontato)
  • - parla la lingua -ed usa gli strumenti- di chi ti ascolta
  • - per ricevere, devi anche dare
Poi vanno bene tecniche di SEM, SEO e tutto il resto. Ma ricordarsi che il posizionamento parte dalla comunicazione (cosa diciamo e cole lo diciamo) la vedo come una cosa un tantino importante...


*acronimo di Search Engine Strategies... roba seria, con un sito da anni '80


La foto è di Nick in Atlanta

mercoledì 3 marzo 2010

Ma sto internet, quanto costa?!? O meglio, per quanto tempo costa?

Quanto costa un sito? O meglio: quanto costa "essere su internet"? Ed avere visitatori?
Domande sentite un po' troppe volte, pensando che una risposta non c'è...

Sgombriamo il campo da facili ottimismi: non è gratis, ed a volte nemmeno tanto economico...

Mi sono trovato a discutere qualche volta sull'investimento giusto da fare in internet per un'azienda: ammontare, strumenti, fornitori...

L'unica cosa su cui posso mettere la mano sul fuoco, è che qualsiasi cifra si spenda, è necessario -purtroppo- continuare ad investire. Un investimento serio su internet dovrà essere pianificato per almeno 3-5 anni?

Mica solo perchè "dopo-6-mesi-il-sito-è-vecchio-bisogna-rifarlo". Però se si spendono dei soldi per la rete (sito, adwords, chi più ne ha...), è necessario spalmare l'investimento su un tempo medio lungo. Altrimenti si buttano via soldi e tempo, davvero...

Perchè la pubblicità magari non viene cliccata la prima volta che viene vista; perchè se si ha un forum, o un blog, qualcuno dovrà pur rispondere a quei disperati che ti dicono qualcosa; perchè un aggiornamento dei prodotti ogni tanto va fatto; perchè l'ultima news non può essere di tre mesi fa; e poi perchè, sì, dopo un po' una riverniciata al sito bisogna darla...

Insomma piuttosto che spendere x una volta, meglio investire x/n per n anni. Già la pubblicità su internet nessuno ha ancora capito come funziona, almeno prendiamoci del tempo per capire come vanno le cose nel nostro caso....



La foto è di monkeyc.net

lunedì 21 luglio 2008

Do not click this site



Alex Frank, diplomato all’Università di Essen-Duisburg ha caricato sul dominio http://www.dontclick.it/ la sua tesi di laurea.

Un sito navigabile senza cliccare con il mouse: si passa sui link, e le finestre si aprono*.

Per me che ho basato la mia tesi sull'usabilità, maledicendo i menù che scompaiono quando si sposta il mouse, questo oscilla tra apostasia e pura eresia (e se qualcuno dice che la mia tesi è superata dopo soli sette anni non siamo più amici su facebook)

Però giocandoci un po' (e sforzandosi di non cliccare, cosa praticamente impossibile: provaci!) ci si convince -quasi- che la cosa potrebbe funzionare, a trovargli una collocazione pratica.

Insomma, per uno come me che già si trova spaesato se di bottoni sul mouse ne trova solo uno (o peggio), rimane una bella curiosità, che servirebbe servirà a qualche brand in rete per far parlare un po' del proprio sito.

(o c'è qualche applicazione a cui non ho pensato? sì dai, ci sarà...)



*adesso, a prescindere da tutto: questo ne sa. Prima a pensarla una cosa così, poi a realizzarla...



via


Foto di Alaskabody-dolls

venerdì 16 maggio 2008

Buzz con creatività: Hema online


October fly
Originally uploaded by algo
Hema, catena di magazzini olandesi, ha creato un passaparola invidiabile in rete tramite la reinterpretazione della sua homepage. Ne vale davvero la pena, e ribadisce che un'idea creativa può trovare posto ovunque, anche nel vecchio (e poco social) sito internet.


via

sabato 16 febbraio 2008

Credibilità dei siti web: questionario

Michele Trangoni propone un questionario sulla credibilità dei siti web.
L'ho compilato, mi è piaciuto, e mi ha fatto pensare al perchè ci si fida di certi siti invece che di altri.
Se la grafica è il biglietto da visita, è poi il tempo che fisa l'opinione. Ed in questo aiuta l'opinione degli altri utilizzatori.

Insomma, io per fidarmi di un sito lo devo seguire per un po' di settimane, e devo trovare delle opinioni favorevoli sui forum e sui blog. E se l'homepage è incasinata non ci provo neppure. Ho dimenticto qualcosa? Ah, la pubblicità di una chat per incontrare l'anima gemella non aiuta..

lunedì 4 febbraio 2008

Audi and The Godfather

Ormai la moda e' creare siti "ad hoc" per promuovere prodotti specifici: ci e' cascata anche Audi, ma questo a me piace non poco.
Filmati promozionali, possibilita' di preventivo personalizzabile... vale la pena navigarlo un po'... ed il filmato del remake de "Il padrino" (con schiaffo a Mercedes...) e' il colpo di genio.
Forse un po' troppo autocelebrativo: un po' di autoironia ci sarebbe stata bene, ma comunque rende molto l'idea.
Ah, si nota fra le righe che e' studiato su misura per gli USA: il mercato oltreoceano continua a far gola... che ci provi pure Fiat con la 500? :)