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venerdì 11 febbraio 2011

La preveggenza nelle organizzazioni: la solita storia del prevenire, del curare...

Sì, è un periodaccio: c'è crisi, i clienti non pagano, i prezzi sono depressi, non ci sono ordini... un po' la stessa storia per -quasi- tutti.
Ma oggi parlando con un collega è uscito un concetto che di sti tempi calza a pennello. Una di quelle cose da poster sulla motivazione, che ti ripetono ai corsi, ma che si dimentica proprio quando è necessario applicarla.

Essere attivi nel risolvere un problema è solo metà del lavoro: non serve a molto se non si è proattivi nel cercare di evitarlo il problema, prima che si verifichi.

No, non serve la sfera di cristallo, almeno non sempre.

Un ufficio acquisti prevede se una materia prima arriverà in ritardo
Un commerciale sa che probabilmente non riuscirà a rispettare una data di consegna
Un produttivo immagina che una produzione potrà avere dei problemi

E non fare nulla sperando nella fortuna per poi dire "c'è un problema, non si può fare nulla", è quantomeno criminale.

Certo, informazioni del genere all'interno delle aziende seguono quasi sempre canali informali, altrimenti si corre il rischio di essere considerati uccelli del malaugurio (per non dire di peggio)... Ma è fondamentale che questo flusso esista, giri, generi scambio, venga utilizzato per prevenire.

Altrimenti tutta la comunicazione del mondo non potrà salvarvi la faccia davanti a clienti imbestialiti che se va bene vi tempestano di telefonate, se va male vi rovinano su internet.

Certo, per tutto questo serve quel mito che va sotto il nome di "spirito collaborativo" (o gioco di squadra, o chiamatelo come volete). Che non si crea dal nulla, ma si coltiva con pazienza per tanto, tanto tempo.

Se non ci avete ancora pensato, cominciate da adesso. E' già tardi...

giovedì 11 settembre 2008

Blog Vs. Forum


Tutto sto gran parlare di blog aziendali*. Ok, sono d'accordo, sono una novità, sono utili, fanno immagine, e magari danno un po' di visibilità on line (che non si butta mica via...).

Ma alimentano veramente delle conversazioni utili?

Mah...
Se il blog è gestito da un gruppo ristretto all'interno dell'azienda, il controllo sugli argomenti è tale che lo strumento rischia di ridursi ad una normale sezione "news" di un sito internet. Commentabili, certo, ma più in là di questo non si va, a meno di non finire fuori argomento nei commenti (e si diventa censurabili).

Se il blog diventa un libero spazio per tutti i dipendenti, il discorso migliora. Ma guardate al luogo in cui lavorate (se è l'ufficio di Google, siete esclusi), e pensate a quanti si metterebbero a scrivere sul blog aziendale. Si ritorna al gruppo ristretto (dei cui problemi ho già scritto), e probabilmente il blog tratterà di argomenti di interesse interno.

Insomma, io farei un passo indietro: il forum.
Basta registrarsi e si fa partire una conversazione scegliendo l'argomento, il tono, i link, e se si hanno meno di 17 anni anche un bel po' di faccine**.

All'azienda rimane la possibilità di stimolare il dialogo sugli argomenti che le interessano -aprendo un post-, o seguire le discussioni che si aprono via via, scegliendo se intervenire o assistere.

Lasciando più libertà aumentano anche gli stimoli, le idee.

Insomma: se la conversazione è l'obiettivo, il forum mi sembra la risposta migliore. O mi è sfuggito qualcosa?

Ah, dimenticavo: con un forum è un po' più dura moderare i commenti negativi per fare bella figura -ma falsa- on line. Insomma, si fa, ma almeno bisogna sbattersi un po' di più... :)


* l'idea di questo post mi girava in testa da un po', ma la scintilla finale l'ha accesa questo post di Massimo Carraro.

**le emoticon le abbiamo anche noi blogger :)

Foto di Laughing Squid

mercoledì 9 luglio 2008

Vodafone ascolta, la rete si fa sentire: servirà?



Vodafone lab: una bella iniziativa, in cui la partecipazione libera delle persone permette di avere un ottimo feedback da chi il cellulare lo usa.

Per non sbagliare ci hanno messo tutto: blog, forum, wiki e video, in un'abbondanza che lascia quasi spiazzati (solo per decidere dove cercare quello che serve ci si mette un po'...), ma è avanti rispetto alla media italiana).

Che poi il commento sia libero, lo dimostra il post sulle tariffe dell'IPhone: c'è da vedere se i suggerimenti (per dirla alla leggera: vale la pena leggerli) verranno raccolti.

In caso contrario l'esperimento le si potrebbe rivolgere contro...


via


foto di Florinda©