mercoledì 8 giugno 2011

I bronzi di Riace spostati dalla Calabria. Scelta loro...

E' partita la campagna promozionale della regione Calabria.

Il primo spot è questo:


Fioccano le polemiche, ed un articolo di Stella sul Corriere le riassume bene. Un'opera d'arte ridicolizzata, non si usa la cultura così... roba del genere insomma.

Il problema è un altro. Vedo questo spot e non capisco perché dovrei andare in Calabria. Un motivo, una ragione... a parte forse che ci sono i Bronzi di Riace. Che come per dare un messaggio tutt'altro che subliminale -non voluto spero- alla fine dello spot vanno a passare le vacanze in montagna.

Con la polemica di qualche tempo fa che voleva spostare l'opera dalla Calabria per darle più visibilità, è perfetto, direi...

domenica 5 giugno 2011

10 consigli per usare meglio il portatile ovunque... anche al #cowobeach!


Mai fatto un post tecnico, ma quando ci vuole ci vuole. Anche perché siamo a pochi giorni dal "Coworking on the beach" del 10 giugno, (iscrizioni aperte) ed in certe situazioni bisogna stare attenti :)

A forza di usare computer portatili mi sono accorto di aver sviluppato quei "modi di fare" che non trovi scritti da nessuna parte, ma che alla fine sono utili.

Quindi in ordine sparso un po' di consigli per lavorare meglio in giro:

- Togli la batteria quando lavori e sei collegato alla rete elettrica: sembra nulla, ma il portatile con la batteria scalda il doppio. Ne guadagna il tuo benessere ed anche l'hardware (il calore é una delle cause del "deterioramento" delle prestazioni)

- Quando riponi il portatile nella sua custodia -o borsa-, sistema il lato più delicato dalla parte più protetta della custodia. Solitamente significa posizionare il lato del video dalla parte dove si trova l'imbottitura maggiore (o dalla parte delle tasche esterne, che comunque aumentano la protezione)


- Quando appoggi la borsa del computer su un tavolo mettila sempre in orizzontale: la tentazione di appoggiarla "dritta" è in agguato, ed il ribaltamento è sicuro.

- Per pulire il portatile usate l'alcool isopropilico*: ideale per schermo e tastiera, esterno ed interno. Meglio del Glassex (non é il massimo se finisce sui contatti) e dell'alcool normale (che spesso trasforma il suo odore in tanfo insopportabile). Lo trovate nei negozi specializzati in materiale per laboratori.

- Passate l'aspirapolvere sulla tastiera a cadenze regolari, o più spesso se magari l'avete usato in spiaggia.

- Evitate quando possibile di lasciare il pc in stand by: imitare i telefilm chiudendo lo schermo per spegnere il pc fa figo, ma qualche problema di frammentazione può portarlo.

- Tenete il portatile pulito (sul come vedi qualche riga sopra): ragioni tecniche, ma anche estetiche. Lo porterete in giro, in tanti ci metteranno gli occhi sopra. La tastiera con le righe nere ed il video macchiato non si possono guardare...

- Mangiate e bevete lontano dal portatile. Stare attenti non serve, ed io ho ancora una tastiera con i tasti "incollati" da un bicchiere di Coca Cola 4 anni fa...

- Evitate di lasciare il portatile acceso su tappeti, divani, letti ed altre superfici morbide. L'aria calda esce da sotto, e su superfici morbide il pc non si raffredda, poi rallenta o si blocca. E non date sempre la colpa a Microsoft :) Nel caso usate un supporto con ventola (io ho questo), utile anche se posizionate il portatile sulle gambe...

- Lasciate meno icone possibile sul desktop, soprattutto se usate il pc per presentazioni. Mille icone danno un'idea disordinata, e guardarvi mentre cercate quella giusta non dà un'idea molto professionale.

Se avete altre idee siamo qua, arrivederci in spiaggia :)



* L'isopropilico è anche il combustibile neutro della lampada Berger: quindi potete usarlo anche per questo. Oppure usare il flacone neutro della lampada per pulire il pc, anche se non è la soluzione più economica :)

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lunedì 9 maggio 2011

Lo zen e l'arte del rapporto col cliente

Il rapporto con il cliente è sempre una cosa strana.


L'adagio (ormai vecchio ma sempre valido) che recita "il cliente è prima di tutto una persona" rimane valido, con tutto quello che ne deriva, Cluetrain Manifesto e tutto il resto.

Ma nella relazione che ne consegue, arriva prima o poi un momento in cui bisogna "forzare la mano", almeno un pochino.

Fare una telefonata in più

Dare una scadenza stringente

Negare uno sconto

Interrompere una trattativa che non porta a nulla

Se parlate con un commerciale della "vecchia guardia" vi dirà che è un fatto di esperienza, che si impara con gli anni.

La verità è che non si impara mai. Puoi prevedere tutte le variabili che ti vengono in mente, puoi standardizzare il tuo modo di comunicare o renderlo più flessibile. e per una volta che ti va bene, altre mille puoi toppare clamorosamente.

Il buon vecchio "buon senso" sembra rimanere l'unico punto fisso. E per chi ci crede, un buon amuleto portafortuna :)

giovedì 21 aprile 2011

Se la vendita cerca di coinvolgerti "un po' troppo"


Ho bisogno di un divano, forse due. Nel girone dantesco della grande distribuzione finisco anche nel punto vendita Arredissima di San Giorgio di Piano. In rete le opinioni sono discordanti, e non voglio giudicare prodotto e servizio perché io da Arredissima non ci ho comprato. Anzi, qualcosa da comprare l'ho pure trovato, e un giretto in rete fa pensare che siano più i clienti soddisfatti che quelli che hanno avuto problemi (e vista la cronaca è già una notizia). E' il metodo di vendita che mi ha lasciato perplesso...

La fredda cronaca:

- Entri nel punto vendita e ti fanno attendere: all'esposizione si accede solo accompagnati da un "consulente d'arredo".

- Il consulente chiede a cosa sei interessato, e ti mostra solo quello: io ho visto i divani, e non ho idea per esempio dei letti che hanno. Magari sono bellissimi e ne avrei pure comprato uno. Ma non lo so...

- Ho visto un bel divano. Ma proprio bello. Vengo accompagnato quindi fuori dall'esposizione e mi accomodo in quello che Dilbert definisce "cubicolo".

- Mi viene specificato che quel giorno io non posso comprare nulla: mi viene fissato un appuntamento di lì a 2 settimane per stilare un preventivo. In realtà il consulente ha insistito alla morte per fissarlo una settimana dopo, ma che ci posso fare se sarò fuori Bologna?

- Mi consegnano un "pass unico" (nella foto) per accedere al negozio il giorno dell'appuntamento. Puzza di inutile: ho l'impressione che anche dimenticandolo non mi lascerebbero fuori...

- Mi viene spiegato che il giorno del preventivo dovrò decidere se acquistare o no. Possibilità unica. Dopo non si sa cosa succederà. Immagino che il preventivo perda di valore, perché il divano è in promozione ancora per pochissimi giorni.

Arredissima scusa, ma fatico a crederci. Magari è vero, non dico di no, ma il tutto sa di quei percorsi obbligati studiati da grandi esperti di vendita che dovrebbero condurre il cliente all'acquisto. Ed il percorso non è modificabile, e questo mi dà un po' di ansia. Non mi sento ascoltato, non mi dai nemmeno l'impressione di decidere qualcosa, ma mi inserisci in una montagna russa che invece di convincermi a comprare non mi dà fiducia.

Scusa ancora Arredissima, non credo verrò all'appuntamento, o forse sì: lo comunicherò all'assistente che mi telefonerà pochi giorni prima per confermarlo. La quale mi darà ancora la stessa sensazione: il processo di vendita lo conduci tu, io lo subisco. E mi metti ansia...

giovedì 14 aprile 2011

martedì 5 aprile 2011

Scrivi per il web come scriveresti un cartello stradale

**NDA** l'idea del titolo mi è venuta a pagina 15 del libro "Don't make me think" di Steve Krug. A dirla tutta 50 pagine dopo lui usa le stesse parole. Giusto per non atttribuirmi idee non mie, anche se mi sono venute qualche pagina prima... :)



Il bello di un blog moderatamente generalista è il poter scrivere di più cose, senza avere remore verso chi legge. E allora oggi ci si butta sull'usabilità dei siti internet.

C'è un concetto che mi gira in testa da un po', e oggi l'ho sintetizzato. Nasce tutto dal libro di Steve Krug "Don't make me think". L'ho appena cominciato, ma nelle prime pagine recita più o meno "le pagine internet non si leggono: si scorrono".

Quindi come vanno scritte? Di solito si ovvia copiando e incollando testi scritti per altre intenzioni: brochure, comunicati stampa, volantini, cataloghi (che poi vengono scorsi anche questi, ma è un'altra storia).

Vediamola così:

"scrivi per il web con lo stesso stile con cui si scrivono i cartelli stradali"

Internet è un'autostrada: tutti vanno veloci, soffrendo di "clic compulsivo". Inutile voler trattenere chi naviga sul nostro sito qualche minuto in più: se ne andrà prima. Se lui va veloce, diamogli uno strumento adatto alla sua velocità: oltre a fargli un favore, visiterà più pagine. Per assurdo, facendo andare il navigatore più veloce resterà più tempo sul nostro sito. E acquisirà più informazioni.

Il web non si rallenta: se non si sta alla sua velocità -e a quella di chi lo usa-, semplicemente si verrà ignorati.


La foto è di justmakeit

venerdì 1 aprile 2011

Registro delle opposizioni: un po' di chiarezza comunicativa no?


Lo spot sopra promuove il Registro Pubblico delle Opposizioni: nome agghiacciante per definire una lista che esclude gli iscritti da operazioni di telemarketing (la telefonata della domenica mattina che ti offre di comprare del vino al telefono, per capirci...)

Mantellini osserva che lo spot termina con lo slogan "uomo registrato un po' meno informato".

Il bello è che pochi secondi prima appare il "vero" slogan dell'operazione, che è "informato e non disturbato".

dopo averli sperperati a destra e a manca ormai i miei contatti sono in ogni banca dati del mondo occidentale, ma se questo spot dovesse aiutarmi a decidere, un po' di confusione l'avrei. Su ragazzi, decidetevi... :)