Visualizzazione post con etichetta steve. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta steve. Mostra tutti i post

martedì 5 aprile 2011

Scrivi per il web come scriveresti un cartello stradale

**NDA** l'idea del titolo mi è venuta a pagina 15 del libro "Don't make me think" di Steve Krug. A dirla tutta 50 pagine dopo lui usa le stesse parole. Giusto per non atttribuirmi idee non mie, anche se mi sono venute qualche pagina prima... :)



Il bello di un blog moderatamente generalista è il poter scrivere di più cose, senza avere remore verso chi legge. E allora oggi ci si butta sull'usabilità dei siti internet.

C'è un concetto che mi gira in testa da un po', e oggi l'ho sintetizzato. Nasce tutto dal libro di Steve Krug "Don't make me think". L'ho appena cominciato, ma nelle prime pagine recita più o meno "le pagine internet non si leggono: si scorrono".

Quindi come vanno scritte? Di solito si ovvia copiando e incollando testi scritti per altre intenzioni: brochure, comunicati stampa, volantini, cataloghi (che poi vengono scorsi anche questi, ma è un'altra storia).

Vediamola così:

"scrivi per il web con lo stesso stile con cui si scrivono i cartelli stradali"

Internet è un'autostrada: tutti vanno veloci, soffrendo di "clic compulsivo". Inutile voler trattenere chi naviga sul nostro sito qualche minuto in più: se ne andrà prima. Se lui va veloce, diamogli uno strumento adatto alla sua velocità: oltre a fargli un favore, visiterà più pagine. Per assurdo, facendo andare il navigatore più veloce resterà più tempo sul nostro sito. E acquisirà più informazioni.

Il web non si rallenta: se non si sta alla sua velocità -e a quella di chi lo usa-, semplicemente si verrà ignorati.


La foto è di justmakeit

domenica 18 gennaio 2009

Se le aziende sono le persone, fonderle rimane comunque troppo


Siamo alle solite: non appena si diffondono voci sulla salute di Steve Jobs, il titolo Apple perde in borsa e serpeggia una malcelata paura sul futuro dell'azienda.

A prescindere di quanto la salute di un personaggio pubblico debba essere un fatto privato, il fatto qui è che Apple sta pagando una strategia di comunicazione che è andata alla grande fino a poco tempo fa, ma ora qualche crepuccia la mostra.

Apple è Steve Jobs. A forza di vedere lui in tv, a presentare prodotti nuovi, a fare le pulizie alla notte, tutti ormai identifichiamo l'azienda con una persona. E solo con quella.

Con Bill Gates e Microsoft è diverso: entrambi i concetti ricordano un "geek un po' imbranato", ma nella testa di tutti "persona" e "azienda" rimangono due concetti separati.

Steve Jobs vivrà certamente ancora a lungo, ma una cosa la deve fare in fretta: far brillare un po' Apple di luce propria, far conoscere altri per i propri meriti, e non perchè lo sostituiscono in una convention. Altrimenti ogni starnuto potrebbe costargli qualche milione di dollari.



La foto è di Roberto Garcia