**NDA** l'idea del titolo mi è venuta a pagina 15 del libro "Don't make me think" di Steve Krug. A dirla tutta 50 pagine dopo lui usa le stesse parole. Giusto per non atttribuirmi idee non mie, anche se mi sono venute qualche pagina prima... :)
martedì 5 aprile 2011
Scrivi per il web come scriveresti un cartello stradale
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domenica 18 gennaio 2009
Se le aziende sono le persone, fonderle rimane comunque troppo

Siamo alle solite: non appena si diffondono voci sulla salute di Steve Jobs, il titolo Apple perde in borsa e serpeggia una malcelata paura sul futuro dell'azienda.
A prescindere di quanto la salute di un personaggio pubblico debba essere un fatto privato, il fatto qui è che Apple sta pagando una strategia di comunicazione che è andata alla grande fino a poco tempo fa, ma ora qualche crepuccia la mostra.
Apple è Steve Jobs. A forza di vedere lui in tv, a presentare prodotti nuovi, a fare le pulizie alla notte, tutti ormai identifichiamo l'azienda con una persona. E solo con quella.
Con Bill Gates e Microsoft è diverso: entrambi i concetti ricordano un "geek un po' imbranato", ma nella testa di tutti "persona" e "azienda" rimangono due concetti separati.
Steve Jobs vivrà certamente ancora a lungo, ma una cosa la deve fare in fretta: far brillare un po' Apple di luce propria, far conoscere altri per i propri meriti, e non perchè lo sostituiscono in una convention. Altrimenti ogni starnuto potrebbe costargli qualche milione di dollari.
La foto è di Roberto Garcia
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