venerdì 6 giugno 2008

Coerenza nella comunicazione, prima di tutto

Si parla tanto di "coerenza" fra le strategie di comunicazione... e poi si vede mr. coda lunga che organizza "incontri riservati*" per promuovere il suo libro "Free, why $ 0,00 is the future of business".

Il libro parla dell'importanza che ricopre l'offrire servizi e prodotti gratuiti oggi.

L'incontro (scontato di 450 €) costa € 1.200.

Non c'è che dire, quando uno è coerente...

via

* nel suo post Maurizio Goetz si chiede il senso di invitare chi si svena ogni giorno sui social media ad un incontro privato... ma questa è un'altra storia...

martedì 27 maggio 2008

Pubblicitario, pubblicizza te stesso... (o era il medico?)


Donkey met Donkey
Originally uploaded by yoshiko314
Commento da: Yvonne Fabris

Salve, sono lusingata dai Vs spietati commenti!!
Vedo che siete stati molto "informali", bene lo sarò anche io.
Nessuno nega che la "tetta tira", ma non ditemi che non possa "evocare" i due vulcani di Napoli e Catania!!
Siete tutti militanti nel MOIGE ? Pensate anche voi che i poveri bambini rimangano sconvolti dinanzi a cotanta abbondanza??
Ricordo che il targhet* della TTTLINES è del 70% di autotrasportatori.
Fortunatamente questo accostamento ha avuto successo e sta facendo la fortuna della fotomodella.
Stamattina è stata ospite a canale 5 dalla D'Urso.
Se ne continua a parlare...qualche merito dovrò pure averne o no??
Ricordate, a parte quelle di Toscani, di una campagna che abbia riscosso tanto successo e della quale se ne sia parlato tanto?
Lavoriamo per la gloria o per far felici i ns clienti?

23.05.08 @ 11:09

Spotanatomy (via)

Non voglio entrare nella polemica, ma letto l'articolo ed i commenti, mi sono convinto che il pubblicizzare dei traghetti probabilmente è stato l'ultimo degli effetti, che è venuto dopo l'agenzia, la sua proprietaria, e pure la modella :)

Che poi si rischia di fare la fine delle quattro paperelle... tutti si ricordano di Adriana Lima, ma chi si ricorda cosa pubblicizzava? (il prodotto, non il brand, altrimenti è tropo facile... :) )

* era già scritto così, giuro...



pic from yoshiko314

sabato 24 maggio 2008

Never's not such a long time: lo dice uno bravo...


changes
Originally uploaded by dhammza
"I'll never buy from you again."
"I'll never vote for that candidate if my candidate loses."
"I'll never invest in that stock."

Never seems like a really long time, doesn't it? Practically forever.

Here's the thing. People who say 'never' actually mean, "until my situation or the story changes materially." Making bad decisions in the now to honor absolute statements in the past isn't particularly sustainable. Consumers, short-sighted as they are sometimes, are able to realize this pretty quickly.

In fact, the only thing shorter than 'never' is 'always.'

Vabbè, citare quelli grandi e famosi è facile. Ma ricordarsi che nel lavoro (e non solo...) vale la pena di mettere in discussione tutto o parte di quello che si è fatto, è un buon motivo per scrivere questo post.

via



Pic from dhammza

venerdì 23 maggio 2008

Il marketing dei benzinai /2


erg01
Originally uploaded by ottavotasto

E' la volta di ERG: campagna sui punti vendita dei suoi carburanti che sono stati dotati di ampia cartellonistica con la faccia del gestore che "ci mette la faccia" e che "lavora qui, per voi".
Premetto che mi piace il concetto di "personalizzare" la vendita, cercando di rendere il raporto cliente-venditore il più personale possibile. Conosci chi ti fa benzina, che magari ti sta simpatico e ci torni.

Mi lascia però perplesso il messaggio della campagna:

- "ci mettiamo la faccia": perchè? Non è che gli altri benzinai si nascondano, e a parte rari casi di problemi (acqua nel serbatoio...) non c'è sto gran bisogno che il benzinaio si assuma le sue responsabilità.
Si ricerca l' "effetto barista": prendo il caffè in quel bar perchè al bancone c'è un ragazzo simpatico che due chiacchiere le fa, piuttosto che in uno in cui non mi dicono nemmeno "buongiorno" quando entro. Ma dire che il barista "ci mette la faccia" è un po' forte.

- "lavora qui, per voi": mai come in questo periodo la benzina non è considerata un servizio, ma una sofferenza. Togliamo pure l'attenzione dal prezzo, ma Antonio lavora per guadagnare, e non è una guardia medica.

- "ERG: distributori di fiducia": ora non so voi, ma io non sento sto gran bisogno di fidarmi del mio benzinaio...

Idee ottime, realizzazione un po' improvvisata. Magari qualcosa del tipo "ERG ha scelto Antonio, per voi" sarebbe stato un po' più centrato: produciamo benzina, e scegliamo i nostri collaboratori per un servizio migliore, mica ci mettiamo il primo che capita.
Che poi se ad Antonio quel giorno girano le scatole (e ogni tanto capita a tutti...) il cartellone si trasforma in un boomerang decisamente pericoloso...


PS: sul sito la prima frase che si legge è "conosco ERG: è una marca di benzina". Beh, almeno le basi le hanno chiare... :)

giovedì 22 maggio 2008

Non è bello ciò che piace... ma cosa piace?

Da un post (ora rimosso) sul blog di Luca De Biase, arriva uno spunto interessante.

Durante un seminario, intervistati da Fausto Colombo alcuni ragazzi chiedono: «Posso prendere tutta la musica del mondo che mi piace. Il problema è che cosa mi piace?»
Risponde Colombo: «I marchi un tempo erano manuale generale di esperienza. Oggi sono una bussola. Al marchio si chiede un'indicazione di gusto. Si concede una grande fiducia, ma critica e a termine».

Non sono sicuro che i marchi debbano essere presi come bussola per tirare fuori i piedi dall' information overload (che può essere anche su quale musica ascoltare, o su un'altra questione a caso).
Il problema da affrontare magari è "capire come scegliere". Quando su un lettore mp3 puoi mettere tanta musica da non riuscire ad ascoltarla in un anno, o quando puoi accedere a tutti i film girati da quando esiste una cinepresa, diciamocela tutta: il marchio cerca di tirare l'acqua al proprio mulino.
Non credo che la gente conceda fiducia ai marchi, ma che magari li usi -o li debba usare- criticamente per farsi un'idea.

"Cosa mi piace"?
Chiederselo un po' più spesso farebbe risparmiare tempo :)

PS: A vederla un po' larga, questo post di Luca conti ha a che fare col di cui sopra...




Pic from Daniel Y. Go

martedì 20 maggio 2008

Pensaci prima di promuovere qualcosa in rete, PENSACI...

Video virali, social media, blog aziendali, corporate sites, buzz, wom... c'è altro? Qualcosa ho lasciato indietro, ma un bel po' di aziende ultimamente vedono nella promozione on line la possibilità di promuoversi a costi bassi... no dai, diciamo "minori del solito".
Ma funziona?
Internet è il posto giusto?

Voglio comprare un'auto, compro Quattroruote, vedo la pubblicità di un'auto: la pubblicità è nel posto giusto.

Voglio un paio di scarpe, entro in un negozio Nike, via buetooth mi arriva un video promozionale: ancora un posto azzeccato.

Non mi chiedo quali prodotti debbano essere promossi con un buzz o con un media sociale: Mi chiedo quali caratteristiche debba avere un prodotto perchè questi mezzi siano efficaci.
Prendendo spunto da Seth Godin, non è la pubblicità che crea una mucca viola, ma è la mucca viola che se pubblicizzata nel modo giusto e tramite i mezzi giusti, ha successo.

Insomma, in rete si vedono auto, televisori, cellulari pubblicizzati nelle maniere più strane: ma è il modo giusto? Se vai sui social devi avviare una conversazione (vera), e sicuramente serve. Ma viral, buzz, e compagnia bella a volte rischiano di fare più fumo che altro...

PS: non ho un esempio in particolare, è più una sensazione diffusa...

sabato 17 maggio 2008

Marketing spicciolo: il parcheggio


parking1
Originally uploaded by ottavotasto
Cartello nel parcheggio di un chiosco di piadine a Riccione: fosse una figura retorica sarebbe un ossimoro. E' solo un esempio per riprendere un discorso (altri [mini]esempi, quindi non miei, qui, qui, qui e qui): l'attenzione nella comunicazione anche nelle piccole cose.
In questo esame l'area parcheggio è grande, ma si confonde con i tavolini. Ora, ha sicuramente ragione il piadinaro (le piadine vanno dai 6 agli 11 euro :) ), ma le auto finiscono veramente parcheggiate a caso...

PS: non sai cosa vuol dire "spicciolo"?!?