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mercoledì 16 gennaio 2013

Se non ora quando?

Lunedì ho un appuntamento con un'azienda.

La frase con cui il proprietario ha concluso l'ultima telefonata è stata "vediamoci, ma questo non è il momento giusto per fare cose nuove".

Ok, allora quando?

Il fatto è che quando sarà il momento giusto per comunicare ciò che riguarda la tua azienda, dovrai già avere un mezzo per comunicare. Non puoi improvvisarlo quando ti serve...

Gli step sono:

- Capisci a chi interessa il tuo messaggio

- Scegli il mezzo di comunicazione giusto

- Crea il mezzo di comunicazione giusto

- Comunica

Chiaro, no? Per comunicare qualcosa devi essere pronto con un po' di anticipo.

Così hai il tempo di allenarti, e magari di allargare il numero degli interessati a ciò che hai da dire. Che magari ne scopri di nuovi, che nemmeno immaginavi...

E' un poo' come comprare una bicicletta il giorno prima di una gara.
Se la compri qualche mese prima, cominci ad usarla, conoscerla, magari capisci che devi cambiare qualche pezzo per andare più forte, o che devi addirittura usare una bicicletta diversa. E intanto conosci e parli con persone che vanno in bicicletta, scambiate opinioni, vi date consigli... E ti accorgi che sì, la gara è importante, ma quello che viene prima lo è di più...


venerdì 30 luglio 2010

Scegliere per le persone o con le persone?

"penso che le aziende abbiano bisogno di consulenti che diano soluzioni dal loro punto di vista e non solo da quello del “konsumatore”."
Post di due righe sul blog di Marco, che mi ricorda una questione -per me- ancora aperta.
Il consumatore sa quello che vuole? Chiamatelo "signora Maria", "casalinga di Voghera" o "idraulico di Urbino". Sono da ascoltare come vangelo ed accontentare in tutto, o vanno presi per mano e guidati lungo strade di cui nemmeno sanno l'esistenza?

Mica roba da poco: se devo lanciare un nuovo prodotto lo faccio in 10 colori e lascio che scelgano le persone, o scelgo io, faccio 2 colori e faccio passare il messaggio che il-mercato-chiede-questo?

Seguire le indicazioni degli early adopter può facilitare la vita, ma si distacca dalla pratica che va per la maggiore nel b2b: chiedo ai 3 clienti importanti che ho, e gli altri si adattano.

La conversazione in rete serve, ma ho l'impressione che il maggiore vantaggio sia quello di far sentire le persone ascoltate. Il problema invece può essere interpretare la quantità di informazioni e idee che vengono da chi collabora.

Lo so, dipende sempre dal prodotto, dal mercato, dal momento, dalle risorse a disposizione... Ma è un tema che va tenuto presente. Se non sempre, il più spesso possibile, anche solo per confermare -o cambiare- una scelta.

giovedì 22 maggio 2008

Non è bello ciò che piace... ma cosa piace?

Da un post (ora rimosso) sul blog di Luca De Biase, arriva uno spunto interessante.

Durante un seminario, intervistati da Fausto Colombo alcuni ragazzi chiedono: «Posso prendere tutta la musica del mondo che mi piace. Il problema è che cosa mi piace?»
Risponde Colombo: «I marchi un tempo erano manuale generale di esperienza. Oggi sono una bussola. Al marchio si chiede un'indicazione di gusto. Si concede una grande fiducia, ma critica e a termine».

Non sono sicuro che i marchi debbano essere presi come bussola per tirare fuori i piedi dall' information overload (che può essere anche su quale musica ascoltare, o su un'altra questione a caso).
Il problema da affrontare magari è "capire come scegliere". Quando su un lettore mp3 puoi mettere tanta musica da non riuscire ad ascoltarla in un anno, o quando puoi accedere a tutti i film girati da quando esiste una cinepresa, diciamocela tutta: il marchio cerca di tirare l'acqua al proprio mulino.
Non credo che la gente conceda fiducia ai marchi, ma che magari li usi -o li debba usare- criticamente per farsi un'idea.

"Cosa mi piace"?
Chiederselo un po' più spesso farebbe risparmiare tempo :)

PS: A vederla un po' larga, questo post di Luca conti ha a che fare col di cui sopra...




Pic from Daniel Y. Go