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martedì 30 marzo 2010

Chi trova un amico -virtuale- trova un bel po' di cose...

Insomma, a me Seth Godin piace (dal suo blog ho già attinto un po' di volte) E sul suo blog oggi c'è una chicca niente male:

"Real world friends are hard to find and hard to change.

But virtual friends?

If your online friends aren't egging you on...

If your online friends don't spread the word about the work you're doing...

If your online friends aren't respectfully challenging your deeply held beliefs...

If your online friends don't demand the best from you...

Then perhaps you need new online friends."

Insomma, il vedere gli amici virtuali (perchè se i clienti sono diventati persone, i contatti sono amici virtuali, chiaro?) come stimolo diretto a sè stessi è un taglio un po' diverso dal "raccogliere stimoli dalla rete".

E' un passo in più, fondamentale se ci si vuole ritenere parte di una comunità-tribù (chiamatela come volete). Gli stimoli generici vanno bene, ma quelli particolari, quelli diretti proprio a te: se hai la fortuna sei così bravo hai una reputazione tale da averne molti, tienine conto. Se ancora non è così, lavoraci sopra. O cambia amici virtuali :)

PS: se poi ne cerchi di nuovi, piccola regola: più sono diversi da te, più i tuoi amici virtuali saranno stimolanti. Ah, ultimissima: tutte ste cose valgono pure per le aziende che vorrebbero una comunità on line...




La foto è di The Principia Flickr

mercoledì 30 luglio 2008

Non sei in lista? allora non puoi entrare (nella conversazione...)



Nello stesso giorno, due notizie che mi si collegano in testa (i neuroni sono pochi, ma il loro sporco lavoro ogni tanto lo fanno...).

Maurizio Goetz posta un commento su una lista di discussione "aperta" dall' Art Director's Club. L'iniziativa riguarda il Club e le sue attività, la creatività nella comunicazione commerciale, gli strumenti tecnici e teorici della professione, la formazione, le attività e le iniziative connesse a tutto questo.

E già il buon Maurizio si chiede come di questi tempi sia consigliabile aprire chiudere una conversazione ad un gruppo ristretto.

Poi su Bloglines mi si evidenzia il blog di Seth Godin.
Vado a vedere il post, e cosa si scopre? Che il genio apre una comunità on line "on a site we've created that will feature blogs, forums, social networking, comments, photos, videos and a job board".
Ora, per essere ammessi è necessario ordinare ora il suo libro che uscirà ad ottobre (!), e spedire in mail la ricevuta di pagamento.

Gli concedo la bella frase "It's not about selling more books, of course, it's about creating a small hurdle to get the right people in the door".

Ma mi risultano dura da digerire queste:

"One of the ideas I talk about briefly in the book is that powerful tribes aren't open to everyone. The exclusivity makes it work".

"Even with just a few people in the pre-beta tribe we've built, I can already see how powerful it can be to have a safe, well-lit place on line where like-minded people can connect. I hope you can join us".


Ok, l'esclusività di un gruppo ristretto può mettere più ordine nelle conversazioni, soprattutto per uno che si ritroverà in mail tonnellate di posta ogni ora.

Però:

1) il metodo di scelta di questa comunità eletta può essere la velocità nell'ordinare un libro?

2) Per avere ordine nelle conversazioni aperte da uno come Godin bisogna essere in pochini: quanto ristretto sarà questo gotha del marketing mondiale?

3) Probabilmente tutti quelli che compreranno il libro avranno -quasi- le stesse idee. Anzi, chi lo prenota mesi prima deve essere un vero fan di Godin: e allora il confronto con chi la pensa diversamente che fine fa?

4) ma ste conversazioni chiuse, saranno poi meglio?

Aspettando il libro -che poi alla fine comprerò, ma che non mi sogno di ordinare adesso-, mi rimane il dubbio che più si è meglio è: un po' come nelle gite scolastiche, insomma...


P.S: lo so che sul libro Seth spiegherà la cosa in maniera perfetta, e che alla fine avrà ragione lui. E' che ogni tanto ad andare contro a quelli grossi si prova un non so che di piacere malsano... :)




Foto di Oltretutto

sabato 5 luglio 2008

A pensar male si fa peccato...

...ma alcune volte ci si prende.

Alcuni blog che seguo (non tanti, giusto due o tre) nell'ultima settimana hanno triplicato i post giornalieri.

Ora, magari sono io che penso male, ma il sospetto è che ci si stia allenando per la riapertura di Blogbabel.

Ecco, è come avere l'impressione che gli statisti si stiano trasformando in avvocati.

E che questo non giovi alla loro reputazione on line.