Con un post di Gianluca torna l'argomento del creare -e mantenere interessata- una tribù* attorno al proprio marchio.
Sul fatto che Facebook non sia il posto giusto siamo tutti d'accordo: il solito problema di chiedere attenzione in un posto dove la gente va per fare altro.
Seth Godin ha basato il suo ultimo libro sull'importanza di avere un gruppo chiuso, ristretto con il quale dialogare. Rimango dell'idea che non possa essere tutto qua.
Se propongo di formare un club esclusivo di persone, le prime ad iscriversi saranno i fan sfegatati del mio marchio. Il rischio è che il loro senso critico possa essere "offuscato" dall'entusiasmo. Certo sono loro i più reattivi alle nuove proposte, ma mi posso davvero fidare ad utilizzarli per misurare il livello di servizio che offro? O posso aspettarmi da loro una critica su cui lavorare per migliorare?
Oppure: in un momento di crisi, la tribù si riduce: clienti che si perdono, persone che perdono interesse per certi argomenti... come mantenere un numero ideale di interessati? E qual'è questo numero? Poi sì che si finisce si Facebook (qualche tempo fa era Second Life, ora chi ne parla più?).
Tu azienda, vuoi la tua tribù?
Creala cominciando a "dare": notizie, informazioni, consulenza.
Cerca le persone nei luoghi dove è già chi può essere interessato ai tuoi argomenti, non a caso, o segmentando per età/lavoro/reddito (sì, c'è chi lo fa ancora: che teneri :) ).
E non mettergli dei limiti, perchè se e quando sarai in difficoltà sarai la prima a toglierli.
Continua a "dare": farsi ascoltare la prima volta è semplice, il difficile è costruire un rapporto duraturo -un po' come con le ragazze, insomma-.
Rispondi a tutti (o provaci), anche se capitano in contatto con te per caso e non li sentirai mai più.
Ok, fin qua tutto semplice: domani comincio a provarci io. Fra qualche mese ne riparliamo e spero di non dover ammettere che tutto questo non serve a una cippa. Speriamo.. :)
* Il solito problema dell'inglese: "tribe" è figo, tribù fa tanto pubblicità dei telefonini. Per quello almeno il titolo del post è in inglese :)
domenica 1 marzo 2009
How to make a Tribe?
Pubblicato da
Unknown
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14:00
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Etichette: brand, fidelizzazione, marchio, seth godin, tribu
mercoledì 30 luglio 2008
Non sei in lista? allora non puoi entrare (nella conversazione...)

Nello stesso giorno, due notizie che mi si collegano in testa (i neuroni sono pochi, ma il loro sporco lavoro ogni tanto lo fanno...).
Maurizio Goetz posta un commento su una lista di discussione "aperta" dall' Art Director's Club. L'iniziativa riguarda il Club e le sue attività, la creatività nella comunicazione commerciale, gli strumenti tecnici e teorici della professione, la formazione, le attività e le iniziative connesse a tutto questo.
E già il buon Maurizio si chiede come di questi tempi sia consigliabile aprire chiudere una conversazione ad un gruppo ristretto.
Poi su Bloglines mi si evidenzia il blog di Seth Godin.
Vado a vedere il post, e cosa si scopre? Che il genio apre una comunità on line "on a site we've created that will feature blogs, forums, social networking, comments, photos, videos and a job board".
Ora, per essere ammessi è necessario ordinare ora il suo libro che uscirà ad ottobre (!), e spedire in mail la ricevuta di pagamento.
Gli concedo la bella frase "It's not about selling more books, of course, it's about creating a small hurdle to get the right people in the door".
Ma mi risultano dura da digerire queste:
"One of the ideas I talk about briefly in the book is that powerful tribes aren't open to everyone. The exclusivity makes it work".
"Even with just a few people in the pre-beta tribe we've built, I can already see how powerful it can be to have a safe, well-lit place on line where like-minded people can connect. I hope you can join us".
Ok, l'esclusività di un gruppo ristretto può mettere più ordine nelle conversazioni, soprattutto per uno che si ritroverà in mail tonnellate di posta ogni ora.
Però:
1) il metodo di scelta di questa comunità eletta può essere la velocità nell'ordinare un libro?
2) Per avere ordine nelle conversazioni aperte da uno come Godin bisogna essere in pochini: quanto ristretto sarà questo gotha del marketing mondiale?
3) Probabilmente tutti quelli che compreranno il libro avranno -quasi- le stesse idee. Anzi, chi lo prenota mesi prima deve essere un vero fan di Godin: e allora il confronto con chi la pensa diversamente che fine fa?
4) ma ste conversazioni chiuse, saranno poi meglio?
Aspettando il libro -che poi alla fine comprerò, ma che non mi sogno di ordinare adesso-, mi rimane il dubbio che più si è meglio è: un po' come nelle gite scolastiche, insomma...
P.S: lo so che sul libro Seth spiegherà la cosa in maniera perfetta, e che alla fine avrà ragione lui. E' che ogni tanto ad andare contro a quelli grossi si prova un non so che di piacere malsano... :)
Foto di Oltretutto
Pubblicato da
Unknown
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