"penso che le aziende abbiano bisogno di consulenti che diano soluzioni dal loro punto di vista e non solo da quello del “konsumatore”."
Post di due righe sul blog di Marco, che mi ricorda una questione -per me- ancora aperta.
Il consumatore sa quello che vuole? Chiamatelo "signora Maria", "casalinga di Voghera" o "idraulico di Urbino". Sono da ascoltare come vangelo ed accontentare in tutto, o vanno presi per mano e guidati lungo strade di cui nemmeno sanno l'esistenza?
Mica roba da poco: se devo lanciare un nuovo prodotto lo faccio in 10 colori e lascio che scelgano le persone, o scelgo io, faccio 2 colori e faccio passare il messaggio che il-mercato-chiede-questo?
Seguire le indicazioni degli early adopter può facilitare la vita, ma si distacca dalla pratica che va per la maggiore nel b2b: chiedo ai 3 clienti importanti che ho, e gli altri si adattano.
La conversazione in rete serve, ma ho l'impressione che il maggiore vantaggio sia quello di far sentire le persone ascoltate. Il problema invece può essere interpretare la quantità di informazioni e idee che vengono da chi collabora.
Lo so, dipende sempre dal prodotto, dal mercato, dal momento, dalle risorse a disposizione... Ma è un tema che va tenuto presente. Se non sempre, il più spesso possibile, anche solo per confermare -o cambiare- una scelta.
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venerdì 30 luglio 2010
Scegliere per le persone o con le persone?
Pubblicato da
Unknown
alle
12:06
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commenti
Etichette: cliente, consumatore, internet, persone, prodotto, rete, scelta
mercoledì 3 giugno 2009
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce
-Il titolo del post dovrebbe essere di Shakespeare, ma non avendo trovato la fonte esatta dell'opera la mano sul fuoco non ce la metterei :)-
Hai un bel da insistere sul condividere, chiedere il permesso a contattare, coinvolgere, creare tribù. La rete non c'entra: del resto quello che accade in internet è -quasi- sempre un riflesso dei comportamenti che si hanno a computer spento.
Facciamo tutti un passo indietro: la questione è l'ascolto delle persone. Possiamo spacciarlo pure per push-pull strategy, crm, tribal marketing, ma in fondo il concetto è semplice: fai quello che chiede la gente*. Mettiamo da parte per un attimo sito internet, forum, blog, e pure Facebook. Sono tutti strumenti che amplificano quello che si vuole fare. Ma dobbiamo voler fare la cosa giusta (o almeno andarci vicino:).
Poi tocca litigare con il reparto R&D perchè "sta roba te la fai tu col piccolo chimico", con la logistica perchè "il magazzino è pieno e sta roba te la metti tu in garage", con la direzione perchè "zitto e vendi", e pure col centralino perchè "chiedono tutti cose strane in lingue strane". E mettiamoci pure che in tempi di crisi tutti hanno le loro sacrosante ragioni.
Ma se la domanda si restringe la risposta è una: vince chi offre quello che chi compra vuole.
Se si è fortunati quello che chiedono le persone magari non costa poi così tanto, ma quanti sanno quello che vogliono fuori dai cancelli dell'azienda?
*tranquilli, so che state pensando a quei casi in cui vi siete prostituiti ad un cliente che non poteva capire: il rischio non c'è, fortunatamente è finita pure l'era del cliente che ha sempre ragione. E sì, lo sanno anche i clienti :)
Hai un bel da insistere sul condividere, chiedere il permesso a contattare, coinvolgere, creare tribù. La rete non c'entra: del resto quello che accade in internet è -quasi- sempre un riflesso dei comportamenti che si hanno a computer spento.
Facciamo tutti un passo indietro: la questione è l'ascolto delle persone. Possiamo spacciarlo pure per push-pull strategy, crm, tribal marketing, ma in fondo il concetto è semplice: fai quello che chiede la gente*. Mettiamo da parte per un attimo sito internet, forum, blog, e pure Facebook. Sono tutti strumenti che amplificano quello che si vuole fare. Ma dobbiamo voler fare la cosa giusta (o almeno andarci vicino:).
Poi tocca litigare con il reparto R&D perchè "sta roba te la fai tu col piccolo chimico", con la logistica perchè "il magazzino è pieno e sta roba te la metti tu in garage", con la direzione perchè "zitto e vendi", e pure col centralino perchè "chiedono tutti cose strane in lingue strane". E mettiamoci pure che in tempi di crisi tutti hanno le loro sacrosante ragioni.
Ma se la domanda si restringe la risposta è una: vince chi offre quello che chi compra vuole.
Se si è fortunati quello che chiedono le persone magari non costa poi così tanto, ma quanti sanno quello che vogliono fuori dai cancelli dell'azienda?
*tranquilli, so che state pensando a quei casi in cui vi siete prostituiti ad un cliente che non poteva capire: il rischio non c'è, fortunatamente è finita pure l'era del cliente che ha sempre ragione. E sì, lo sanno anche i clienti :)
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