Di ricette per usare la rete come strumento marketing ce ne sono davvero tante, ed ognuno pensa di avere quella giusta.
Ok, diamo ragione a tutti, visto che rimango convinto che ogni situazione richieda strumenti diversi.
Spostiamo l'attenzione su qualcos'altro...
Definito l'ambiente su cui voglio operare (Facebook, i blogger, Friendfeed, la rete intera), a chi mi rivolgo?
Basta definire il famoso target group?
Basterebbe, se i collegamenti fra le persone in rete fossero così:
Miro agli utenti "rossi" e bene o male il mio messaggio viene veicolato su tutte le persone che mi interessano. Magari prendo pure qualche "arancione", e la cosa si velocizza.
Il problema è che le persone in rete sono verosimilmente connesse così:
Qui mirare agli utenti "rossi è già più complicato... non sono tutto connessi fra loro! E anche se li prendessi tutti, rimarrebbero fuori i due insiemi viola...
Non importa se la segmentazione qui sopra sia geografica, o di età. Quelle sono le persone che devo contattare, e non esiste un gruppo che sia in contatto con tutti gli altri.
Quindi, ok fidarci delle segmentazioni, ma ricordiamoci che in rete tutto è un po' più segmentato del solito...
PS: e qualsiasi ironia sulle immagini è scontata... :)
venerdì 18 febbraio 2011
Valle a trovare le persone su internet... mica facile, Facebook o no...
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mercoledì 2 febbraio 2011
Internet: come fare le cose a modo, e con ordine (che nemmeno mia mamma parla così...)
Scambio di twit fra me e Max Carraro (e complimenti per l'apparizione televisiva :) di qualche giorno fa:
A parte le battute, Max ha centrato in pieno uno dei pilastri di tutte quelle belle cose come on line reputation, social network, crowdsourcing, etc etc...
Il suo elenco è importante quanto l'ordine dei vari punti:
esserci: dare un punto di riferimento a chi vuole parlare con noi e di noi
ascoltare: a quel punto siamo in ballo: prestiamo attenzione a chi investe il suo tempo a dirci qualcosa, facendo sì che quel tempo non l'abbia sprecato.
parlare: farlo solo dopo aver adempiuto al meglio al punto 2, altrimenti le reazioni saranno dalla presa in giro all'ira incontrollata. Due cose che sembrano avere una potentissima calamita per gli spider di Google...
Il passo successivo è da fare offline: agire, senza lasciare che la nostra esperienza in rete rimanga solo tale.
Ultima cosa: è un percorso che non si interrompe. Se decidete di esserci, sappiate che dovrete anche ascoltare e parlare. Ed è l'unico modo per farsi amici i simpatici ragnetti di Google...
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lunedì 19 ottobre 2009
Ma non è che tutti ormai hanno una reputazione on line?

Le aziende ormai devono sapere che con la rete hanno a che fare quotidianamente, che lo vogliano o no. Non ci sono più scuse: anche se non hai un sito, o magari nemmeno un computer, in giro c'è qualcuno che con tutta probabilità scrive di te, e dovrebbe interessarti almeno cosa dice. Se e come rispondere è poi un'altra roba, complicata, lasciamo stare...
Quello che magari non tutti pensano, è che sta roba mica vale solo per le aziende. Vale per tutti. Nel senso tutte le persone: la solita storia della reputazione on line, che da un po' di tempo però mica riguarda solo blogger, forumisti, o chi con la rete ci lavora...
Se su Facebook qualcuno ha una foto con una bottiglia di rum in mano, con che faccia va a dire in un colloquio che è astemio? Non dico che si debba stare attenti a quello che si mette on line, o che "su Facebook ti rubano l'identità": solo che più roba gira in rete, più sarà meglio darci un occhiata :)
PS: l'idea di questo post -che rompe un silenzio di Ottavotasto decisamente lungo, sorry- viene da un seminario del weekend prossimo a Firenze organizzato da Fior di Risorse, all'interno di Jobfair, al quale io non parteciperò, ma c'è anche Luca Conti, mica nulla... :)
L'immagine è di Greg Gaskill
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sabato 1 novembre 2008
Venghino siori, non per vendere, ma per regalare...

Ad un mese dalla classica fiera di settore* la responsabile marketing si licenza, e mi affidano l'organizzazione del tutto. Sia chiaro, nulla di tragico: lo stand è di proprietà -giusto un paio di cose da definire-, il grosso dei clienti non sono nemmeno da invitare, verranno da soli -si spera-. Giusto un po' di burocrazia, organizzazione, e un paio di incazzature con i fornitori.
Poi una settimana fa, guardando la pianta dello stand sento un leggero brivido di panico lungo la schiena: realizzo che ci sono due vetrine lunghe in tutto un paio di metri, con tre ripiani, e pure illuminate (giusto per richiamare l'attenzione), e che non-ho-idea-di-come-riempirle. Ora, se produci animaletti in vetro di Murano, magari uno spazio così è pure poco. Ma se produci pvc in fogli e bobine per carte di credito, realizzi che non puoi stendere due metri illuminati da tre lati di fogli bianchi e brochure aziendali. Ce n'è abbastanza per una lieve crisi di panico.
Hai voglia a "buttarla sul prodotto" quando quello che vendi sono dei fogli bianchi o trasparenti. Alla fine spero di averla risolta con ammennicoli** vari ritrovati in azienda:microscopio, micrometri vari, pesi da bilancia da farmacista, qualche foglio sparso...
Il problema però è sempre quello: la fiera è uno dei -rari- casi in cui è il cliente a visitarti, non il contrario. Un paio di occasioni all'anno per far vedere la tua faccia all'esterno.
Ma oggi le fiere hanno un po' perso il valore di "immagine" che avevano fino a qualche tempo fa. Fra rete, blog e tutto il resto, chi vuole sapere quale sia la tua "faccia" (quella vera) lo sa già: e lo stand più faraonico imballato di standiste discinte servirà sempre meno se on line la reputazione non è limpida.
*sì, a Parigi, ma levatevi quell'espressione invidiosa dalla faccia: passerò una settimana vicino all'aeroporto, che non è poi proprio sotto la Torre Eiffel...
**vabbè, diciamola tutta: roba vecchia che nessuno usa più dall'era pre-euro...
La foto è di eikootje
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venerdì 24 ottobre 2008
Rinuncio alla mia privacy
Rinuncio alla mia privacy, ve la regalo.
Potete prendere tutte le informazioni su di me dai link qui accanto: facebook, linkedin, twitter, e se non bastano consigliatemi un altro SN. Mi sottoscrivo e vi invio il link direttamente in mail.
E non è la reazione al solito articolo che generalizza: quella è stata la goccia.
E' il terrore della rete, questo pensare che i ladri di identità passino ore su FB, per cercare informazioni che tutti diamo quotidianamente a chissà quante organizzazioni (supermercati, distributori di benzina, ristoranti, hotel, pure agli sconosciuti conosciuti in aereo...). E allora quando poi queste informazioni sensibili vengono vendute a qualche società di telemarketing?
Bene, vi faccio risparmiare -che signore, eh?!?-, è tutto disponibile gratis: se poi vendete vino -o qualsiasi altra cosa- e volete rompermi le balle telefonando all'ora di cena o di sabato mattina, mandatemi una mail e vi farò avere il mio numero.
Fra qualche mese vi farò sapere se mi avranno rubato l'identità, o se il vino comprato per corrispondenza era buono :)
P.S: questo post doveva essere su Facebook, poi mi è uscita sta roba che con gli argomenti del blog c'entra, ma anche no. E che faccio, rinuncio ad un post in più in sti tempi di crisi? :)
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martedì 21 ottobre 2008
Pubblicità on line: da oggi è guerra aperta
Da DoubleBlog la segnalazione* della campagna on line realizzata da Papercut per Doritos, spiegata in questo video
In pratica: si installa un plugin che sostituisce la pubblicità sulle pagine internet con altri contenuti scelti dall'utente**: notizie tematiche, flickr, immagini dal proprio pc...
L'unico elemento che ricorda il prodotto è la cornice arancione sugli ex banner.
Un'invasione di campo, qualcosa di nuovo che potrebbe far partire un modo nuovo di fare pubblicità on line.
Quale è difficile dirlo, ma novità come questa fanno solo bene al panorama: sempre che il broswer non si trasformi in una jungla dove sopravvive solo il brand più forte... :)
*che poi ci sono arrivato dal Tumblr di Gianluca: stavolta FF è stato più veloce del mio aggregatore
**domando scusa: odio la parola "utente", ma a sto giro non mi è venuto in mente nient'altro: mi sa che tocca accontentarsi :)
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martedì 29 luglio 2008
Reputazione, classifiche, e altre sciocchezze...
Sarà che sto blog di entrare in una classifica non ci pensa nemmeno (e non ci è neppure vicino)...
Sarà che quando l'ho cominciato nemmeno sapevo che c'erano delle classifiche, e che creavano un bel po' di casino...
Sarà che al tempo Blogbabel era già ancora chiuso...
Sarà per l'immensa autostima dell'autore di questo blog...
Sarà per tutto questo insomma, ma io mi trovo più volte al giorno a consultare lui, come se da un'ora all'altra cambiasse chissà cosa.
Sì, ho una curiosità malsana di sapere dove abiti, da dove sei arrivato, dove stai andando, se è la prima volta che passi di qua... ecco, giusto sulla risoluzione del tuo schermo posso sorvolare :)
Le conversazioni non sono ancora sto granchè da ste parti, ma vedere che c'è gente che torna, e che addirittura si iscrive ai feed (se non l'hai ancora fatto clicca su sto link, altrimenti so dove trovarti...).
Per stimolare delle discussioni sul proprio blog prima bisogna accaparrarsi stima e fiducia di chi ti legge, non basta presentarsi e aspettare.
E' un processo lungo (ma forse un po' meno) anche per le aziende che vogliano farlo.
Con la differenza che le aziende un po' più di reputazione di me se la portano dietro (come quantità, eh?!?). E da quella sarebbe bello partire, senza voler stravolgere la propria immagine solo perchè "si va in internet".
Che poi le persone sono disorientate, e restano deluse*...
*ogni riferimento personale non è voluto: la strgrande maggioranza di chi mi conosce di qui non passa nemmeno (non per poca fiducia, è che di ste robe non gliene può fregare di meno:) )
Foto di parnas-io
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lunedì 21 luglio 2008
Chi è contento del suo, non incontra sfortuna (proverbio cinese)

Uno ha un blog, è iscritto ai social network, scambia opinioni sugli altri blog... nulla di speciale, insomma.
Poi c'è tutto sto parlare di personal branding.
Che il tuo curriculum ormai corrisponde alla ricerca del tuo nome su Google.
Che devi costruirti una reputazione on line.
Allora un giorno cerca il suo nome con Google (giusto per curiosità, chi non l'ha mai fatto? Mica che si aspetti uno sfracello, però un minimo...).
E scopre questo.
Perchè c'è uno che si chiama così.
Ora, io sono contento del mio, però che la mia "onlain reputescion" sia intaccata di uno che per mestiere va in bicicletta... insomma, un po' scoccia :)
Che faccio, apro un blog di ciclismo e mi spaccio per lui? Giusto per soddisfazione... >:)
Foto di Rachell Taylor
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Unknown
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