
Un po' di tempo fa ho letto chissà dove un'intervista a Marissa Mayer, VP Search Products & User Experience in Google. Parlava di alcune mail ricevute senza testo, con nel soggetto solo un numero (13, 33, 53, 61, 37, 28: la storia è pure sul blog). Dopo un po' ha capito che c'era qualcuno che si prendeva la briga di contare le parole sull'homepage del motore di ricerca, e mandare una mail se il numero cresceva troppo.
In Google hanno preso sul serio la sfida e si sono imposti il limite a 28. Se pensiamo agli altri motori di ricerca la differenza è paurosa.
Sono convinto che l'adagio "less is more*" vada applicato ovunque e in ogni caso possibile. Campagne marketing, pubblicità, comunicazioni aziendali, mail, telefonate. Metteteci quello che volete, e la regola rimane valida. Pure per i biglietti di auguri a Natale**.
Basta alle frasi che non vogliono dire nulla (ma ci stanno bene...), alle riunioni riducibili ad una mail (ma bisogna farsi vedere...), ed alle mail a capitoli (ma se on scrivo tutto poi non si capisce).
Perchè la regola del P.O.R.C.O. non vale solo per i temi...
*Che poi viene da Orazio Flacco "est modus in rebus", o più semplicemente, "il troppo stroppia".
**Ecco, se poi la vostra ragazza/moglie si ingastrisce perchè sul biglietto avete scritto "Buon Natale" e basta, non venite da me: ogni regola ha sempre poche -ma validissime- eccezioni...
mercoledì 8 ottobre 2008
Less is more, e cioè 13, 33, 53, 61, 37, 28...
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martedì 9 settembre 2008
Se sbagliano anche Google e Bloomberg di chi ci si fida più...

Luca Bonesini in questo post riporta una notizia tratta da Sun-sentinel.com
In breve: il 9 settembre per errore Google mette fra le news una notizia vecchia di 6 anni sulla profonda crisi della United Airliens. Senza stare ad indagare sull'algoritmo sballato che ha portato al paglione*, l'effetto domino sulla rete colpisce il sito sbagliato: Bloomberg. Il risultato è il passaggio del titolo della compagnia da 12$ a 3$, per poi chiudere a 10.92$, con un -11.2%.
Ora, le conferme in rete sulla veridicità della storia non sono molte, e magari viene fuori che anche io sono cascato sull'ennesima bufala (però il Los Angeles Times la riporta, assieme ad un bel po' di blog), ma il tutto riporta un problema già conosciuto:
"su internet c'è tutto, ma non tutto è giusto**"
Alla faccia delle polemiche di qualche settimana fa sul fatto che internet non stimolasse l'intelligenza, ecco una prova che a prendere per oro colato quello che esce dallo schermo, si rischiano delle cantonate non indifferenti...
*termine bolognese che sta per "grossa situazione di difficile soluzione"... praticamente un bel casino
**nemmeno se lo dice Google, o addirittura Bloomberg: di chi mi vado a fidare adesso?!?
Foto di mainblanche
martedì 29 luglio 2008
Reputazione, classifiche, e altre sciocchezze...
Sarà che sto blog di entrare in una classifica non ci pensa nemmeno (e non ci è neppure vicino)...
Sarà che quando l'ho cominciato nemmeno sapevo che c'erano delle classifiche, e che creavano un bel po' di casino...
Sarà che al tempo Blogbabel era già ancora chiuso...
Sarà per l'immensa autostima dell'autore di questo blog...
Sarà per tutto questo insomma, ma io mi trovo più volte al giorno a consultare lui, come se da un'ora all'altra cambiasse chissà cosa.
Sì, ho una curiosità malsana di sapere dove abiti, da dove sei arrivato, dove stai andando, se è la prima volta che passi di qua... ecco, giusto sulla risoluzione del tuo schermo posso sorvolare :)
Le conversazioni non sono ancora sto granchè da ste parti, ma vedere che c'è gente che torna, e che addirittura si iscrive ai feed (se non l'hai ancora fatto clicca su sto link, altrimenti so dove trovarti...).
Per stimolare delle discussioni sul proprio blog prima bisogna accaparrarsi stima e fiducia di chi ti legge, non basta presentarsi e aspettare.
E' un processo lungo (ma forse un po' meno) anche per le aziende che vogliano farlo.
Con la differenza che le aziende un po' più di reputazione di me se la portano dietro (come quantità, eh?!?). E da quella sarebbe bello partire, senza voler stravolgere la propria immagine solo perchè "si va in internet".
Che poi le persone sono disorientate, e restano deluse*...
*ogni riferimento personale non è voluto: la strgrande maggioranza di chi mi conosce di qui non passa nemmeno (non per poca fiducia, è che di ste robe non gliene può fregare di meno:) )
Foto di parnas-io
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Unknown
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