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venerdì 26 agosto 2011

Cerca i clienti dove sono... anzi, chiediglielo!


Ritorniamo dalle vacanze dopo la pausa estiva, e ci ritroviamo sul blog...

...e ripartiamo dai social network, perchè no?

Prima delle vacanze ho visitato il sito di un'azienda* che produce ricambi per un'azienda come Ferrari, sia per le auto di formula 1 che per quelle di serie. Il business principale è in quello che si definisce "after market": ricambi performanti per auto di serie.

Sono attivi sui sui social network, ed i risultati sono i seguenti:

Twitter: 128 followers

Facebook: 1.094 a cui piace


La disparità è evidente: parliamo di un'azienda che esporta in tutto il mondo, che produce un prodotto rivolto ai consumatori. Non parliamo di business to business, ed è anche dura parlare di nicchia di mercato: fanno un ricambio che bene o male tutti prima o poi sostituiamo, ed hanno il nome Ferrari dalla loro. 

E allora facciamo qualche considerazione, ricordandoci che seguire un'azienda su Twitter richiede un coinvolgimento (o engagement, come volete) maggiore che cliccare "mi piace" su Facebook.

Andare on line, su un internet che ormai è "tutto" social, richiede qualche attività off line, per capire cosa fare ed ottenere il massimo risultato.

Chiediamo alle persone interessate al nostro prodotto dove sono on line: rischiamo di buttarci sui blog, quando chi potrebbe seguirci è su Twitter. O il contrario. Il Social Network giusto è quello dove sono le persone interessate al nostro prodotto. Potrebbe anche essere un forum...

Promuoviamo la presenza on line su brochure, scatole, nelle fiere: facciamo sapere che siamo in internet, senza sperare che le persone ci cerchino su Google così, per buon cuore.

Curiamo i contenuti: la promozione nuda e cruda non serve a molto. Diventiamo utili ai navigatori, e loro ci ripagheranno.


Magari poi non ci lamenteremo più di avere pochi amici su Facebook, e saremo on line per qualcosa...


*Il nome non lo faccio: non sarebbe carino,  e poi non aggiungerebbe nulla alla discussione...

giovedì 11 settembre 2008

Blog Vs. Forum


Tutto sto gran parlare di blog aziendali*. Ok, sono d'accordo, sono una novità, sono utili, fanno immagine, e magari danno un po' di visibilità on line (che non si butta mica via...).

Ma alimentano veramente delle conversazioni utili?

Mah...
Se il blog è gestito da un gruppo ristretto all'interno dell'azienda, il controllo sugli argomenti è tale che lo strumento rischia di ridursi ad una normale sezione "news" di un sito internet. Commentabili, certo, ma più in là di questo non si va, a meno di non finire fuori argomento nei commenti (e si diventa censurabili).

Se il blog diventa un libero spazio per tutti i dipendenti, il discorso migliora. Ma guardate al luogo in cui lavorate (se è l'ufficio di Google, siete esclusi), e pensate a quanti si metterebbero a scrivere sul blog aziendale. Si ritorna al gruppo ristretto (dei cui problemi ho già scritto), e probabilmente il blog tratterà di argomenti di interesse interno.

Insomma, io farei un passo indietro: il forum.
Basta registrarsi e si fa partire una conversazione scegliendo l'argomento, il tono, i link, e se si hanno meno di 17 anni anche un bel po' di faccine**.

All'azienda rimane la possibilità di stimolare il dialogo sugli argomenti che le interessano -aprendo un post-, o seguire le discussioni che si aprono via via, scegliendo se intervenire o assistere.

Lasciando più libertà aumentano anche gli stimoli, le idee.

Insomma: se la conversazione è l'obiettivo, il forum mi sembra la risposta migliore. O mi è sfuggito qualcosa?

Ah, dimenticavo: con un forum è un po' più dura moderare i commenti negativi per fare bella figura -ma falsa- on line. Insomma, si fa, ma almeno bisogna sbattersi un po' di più... :)


* l'idea di questo post mi girava in testa da un po', ma la scintilla finale l'ha accesa questo post di Massimo Carraro.

**le emoticon le abbiamo anche noi blogger :)

Foto di Laughing Squid