sabato 15 marzo 2008
L'entrata del tunnel...
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venerdì 14 marzo 2008
Il primo (o quasi) virale nella ricerca
Mi ero proposto di non postare virali, ma quando la mia ragazza* è arrivata a casa dicendo "devi vedere un video su youtube sulla PCR, poi forse è anche una pubblicità", non mi sono potuto trattenere.
Il fatto che in campo scientifico ci si lasci tentare da queste "esperienze" mi suona abbastanza nuovo: magari un primo passo per allontanarsi dal meccanismo di promozione che comprende congressi alle Maldive o in Messico.
Qui il testo dal sito di Bio-rad
Ps: la PCR fu inventata da un matto di nome Kary Mullis, scienzato e surfista: il suo libro è da leggere
*la suddetta si interessa di marketing quanto io di bambole nepalesi
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Etichette: kary mullis, marketing medico, viral
mercoledì 12 marzo 2008
Listen - Share - Involve
Riprendo l'argomento del post precedente, perchè da oggi mi ronza in testa una formula... Listen-Share-Involve, che può essere un modo per fidelizzare il cliente sia nel b2b che nel b2c. Ascoltare le idee, condividere le nostre, allo scopo di coinvolgere la persona che compra.
In questo certo i social media possono essere un aiuto, con un solo rischio, da evitare come la peste: il delegare ala rete il rapporto personale, che in alcune -molte- situazione rimane comunque insostituibile.
PS: bello il giochino delle formule, potrei prenderci gusto... evito? :)
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Etichette: b2b, b2c, fidelizzazione, social media
domenica 9 marzo 2008
Viaggi premio e simili nel b2b: servono ancora?
Nei mercati b2b sembra essere sempre più una consuetudine cercare di legare i clienti all'azienda proponendo benefit di ogni tipo: viaggi, gadget tecnologici, e ogni cosa venga in mente al'ufficio commerciale (o marketing, se ha finito tutte le cartucce...).
Ora, questi si dividono in due tipologie: quelli legati ad un raggiungimento di fatturato (se nel prossimo anno mi fai nmila euri, ti mando in Brasile con tutta la famiglia), o quelli "a fondo perduto" nella speranza di un fatturato futuro per sdebitarsi (ti mando in Brasile oggi, e magari tu nel prossimo anno ti ricordi di me). Sebbene il primo sia comunque preferibile (fa parte a pieno titolo della trattativa commerciale), sono dell'idea che questi stratagemmi stiano perdendo sempre più efficacia.
Si bada sempre meno al viaggio, e sempre più al servizio che un fornitore può offrire, come al guadagno realizzabile con il prodotto acquistato.
Fattori critici diventano quindi 1)un valore aggiunto del prodotto che permetta di venderlo a un prezzo maggiore (e guadagnarci di più) 2)un servizio su misura, che dia al cliente facilità in tutto il processo di acquisto e vendita.
In quel "su misura" ci entra tutto il processo di ascolto del cliente, con se possibile un passo in più: il suo coinvolgimento nel processo di acquisto. Ma questa è materia per un altro post, mica posso bruciarmela così...:)
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giovedì 6 marzo 2008
Utilità dei banner: inchiesta sul campo
Sabato scorso ho partecipato ad un torneo di burraco. Sorvolo sul perchè sia capitato lì, comunque era organizato da una comunità on line. Un sito che organizza weekend di gioco furente: ci ho trovato gente di tutte le età, e vedere un sessantenne che usa il verbo "bannare" mi ha fatto un po' impressione :).
Il fatto è che mi sono trovato a disposizione un centinaio di persone che usano la rete per uno scopo (giocare), e che sicuramente un giretto in internet lo fanno, e mi è venuta in mente la discussione iniziata da Gaspar Torriero sull'inutilità dei banner.
Mi sono messo a chiedere in giro se qualcuno cliccava banner, e il risulato è stato, tutto sommato, prevedibile.
E' una questione di età: oltre i 45-50 anni (a occhio) la maggiorparte della persone (un... 70%?) cliccano i banner non per errore, ma per curiosità. Dalla domanda seguente è emerso che nessuno dei suddetti ha mai fatto acquiti on line e non lo farà, perchè non si fida.
In conclusione: vender coi banner è dura: o si usano come "reminder" o lancio di un nuovo prodotto (se si ha un marchio conosciuto), o secondo me l'utilità è molto relativa.
ps: l'idea mi è venuta sul campo: la prossima volta potrei organizzarmi con questionario fotocopiato :)
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martedì 4 marzo 2008
Plugged time: too much?
Leggo si doubleBBlog questa notizia: una giornalista propone un gionrno alla settimana staccati dalla spina: no internet-celulare-tv-radio-mp3... Ora,a parte la provocazione, chi di voi/noi ci riuscirebbe? Se penso a quanto tempo fra lavoro e cose più importanti passo davanti ad uno schermo mi viene il dubbio di essere alle soglie della dipendenza.
Domanda: è un grosso problema e rallento o tiro dritto e fra qualche anno aumento la gradazione degli occhiali?
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Social Media: b2b o b2c?
Si parla tanto di social media utilizzabili dalle aziende: uno dei limiti è il grande numero di clienti che possono interagire, ed il rischio di perderne il controllo. L'utilizzo -di un blog per esempio- a prima vista sembra più fattibile nel b2b. I clienti di questo settore comprano dall'azienda per fare business, non per soddisfare un loro bisogno come nel retail. Possono utilizzare il media in questione per problemi riguardanti il lavoro, e l'azienda ha un luogo dove dare risposte.
Ma qui mi sorge un dubbio: l'azienda ha una struttura commerciale e marketing preposta a questo: risolvere i problemi dei clienti. E una persona fisica dà certamente più affidamento di una risposta su un blog.
Forse può essere utile in caso di un grosso numero di clienti, ma quante sono le aziende b2b che ne hanno così tanti da non riuscire a rispondere direttamente? Si torna all'utilizzo dei social media nel b2c, dove però, per avere un'utilità reale (per il cliente e per l'azienda), è necessaria una struttura preposta unicamente a questo settore.
Da questa ricerca poi viene fuori che le aziende usano i social media principalmente per fare "brand building". Ma il lato positivo più importante è -come sempre- il non avere paura di far parlare i propri clienti con altre persone, con l'onestà di dare pubblicità agli errori come ai meriti.Insomma, forse dalle nostre parti l'utilizzo di questi strumenti nel b2b è prematuro: ma è un'ottima occasione per cominciare ad allenarsi: se diventano uno standard -e lo stanno facendo- essere in ritardo non darà sta gran immagine...
ps: l'immagine è di kenjimori
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