La frase del titolo è di Pablo Picasso (seppur si trovi in mille versioni diverse...), e se sostituiamo "arte" con "pubblicità", "promozione", abbiamo di che parlare.
Sì perché che si tratti di un sito, di un catalogo o di uno spot televisivo, un po' di "libertà interpretativa" nel presentare i prodotti ce la possiamo prendere.
Possiamo correggere le foto per farle apparire più reali (o anche un po' più belle, dai... :)
Possiamo presentare un prodotto in un ambiente virtuale, realizzato al computer
Possiamo usare quei piccoli trucchi che permettono di presentare meglio quello che poi dobbiamo vendere. E se appare più bello, il prodotto si vende meglio. Tutti d'accordo, giusto?
Quello che non andrebbe fatto è arrivare al mentire spudoratamente. Perché arrivare ai livelli del Tubo Tucker non è così difficile.
Non serve poi dire che un prodotto fa quello che invece non fa. Basta presentarsi come leader del mercato. O presentare servizi che poi nella realtà non vengono erogati. O vantare un'assistenza clienti pronta e reattiva, che magari ti lascia mezz'ora in attesa e poi non è in grado di risolverti il problema.
Bene, lanciamo un'idea: le risorse investite per questo tipo di promozione, investiteli nel creare davvero i servizi ed i prodotti che volete pubblicizzare.
Poi se alla fine non ci saranno i soldi per la promozione, poco male: un prodotto che funziona, un'azienda che fa quello che promette alla fine viene fuori, si distingue dalle altre.
Passaparola, buzz, chiamatelo come volete:
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martedì 27 novembre 2012
Ogni arte è una menzogna che dice la verità
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Unknown
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Etichette: leader, mercato, promozione, pubblicità, verità
martedì 15 luglio 2008
Magari non è bella, ma è simpatica...
Essere ironici non vuol dire essere meno convincenti.
Troppo spesso si cade nella foga di dichiararsi "leader di mercato" (google dà 1.580.000 risultati: possibile non ci sia nessuno che sia almeno secondo?).
Bernbach ha costruito sull'essere secondi una delle campagne meglio riuscite di sempre (secondo me, eh?!?). Io nel mio piccolo ne avevo già parlato (qui e qui), ma mi è tornato in mente il concetto quando ho visto un prodotto (chiamarlo wc chimico è brutto sul blog, dai...) di Sebach.
Prendersi in giro, far sorridere chi passa di lì, porta vantaggi in termini di brand awareness, e cosa quasi della stessa importanza, rende simpatici (che non è come quando di una ragazza dici "è simpatica"...).
E quanto ci si metterà a capire che in un mondo dove differenziarsi è fondamentale (e sempre più difficile), essere simpatici aiuta un bel po'? (sempre secondo me, eh?!?)
Pubblicato da
Unknown
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Etichette: awareness, bernbach, brand, ironia, leader, mercato, pubblicità, sebach
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