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giovedì 15 luglio 2010

La Cina è vicina? Fra un po' ci sorpassa. Di nuovo...

Marco Massarotto ha passato un po' di tempo in Cina, ed ha scritto un post sulla mancanza di brand nel sistema di mercato cinese.

In parole povere, una delle maggiori potenze economiche del mondo nel suo mercato interno ha una predominanza forte di brand stranieri (che non vedevano l'ora di mettere le mani su un mercato con quei numeri), mentre all'estero è percepita come fotocopiatrice di altre marche, con copie più o meno riconoscibili.
Pochi i marchi cinesi che vanno controtendenza, affermandosi a livello internazionale.

Tralasciando l'osservazione di marco -peraltro giusta- che "i cinesi le marche occidentali se le comprano", penso a come sia cambiato il processo di costruzione del marchio negli ultimi anni:

Prima:
ho un prodotto, costruisco il mercato, e gradualmente investo per promuovere un marchio che è conosciuto, magari in una nicchia, ma una sua forza già ce l'ha.

Adesso:
Ho un prodotto, cerco di costruire il marchio con investimenti promozionali per far partire le vendite.

Con il mercato interno che la Cina ha, la mia impressione è che pian piano cominceranno ad esportare marchi che un loro fatturato già lo muovono. E questa mi sembra una tattica sana. Fra qualche tempo riusciranno pure a cambiare il percepito di bassa qualità che ora abbiamo dei prodotti cinesi. Del resto molti -tutti?- prodotti Apple vengono già da là.

Nel futuro prossimo, anche per la crisi, sarà necessario ripartire dal prodotto. E se questo avrà il sacrosanto vantaggio competitivo allora i metodi e le risorse per promuoverlo arriveranno.

Sempre che la Cina non ci superi ancora una volta, anche in questo...


L'immagine è di jplust

martedì 12 febbraio 2008

Godin, l'idea ed il prodotto

In questo post [m]m osserva come non si trovino prodotti di uso comune "viralizzabili", e che tutto sia appiattito su un marketing banale ("30% di prodotto in più", "Studiato specificatamente per i bambini", "Formula antibatterica studiata in laboratorio", "Guarda la visione al microscopio* *simulata").

Verissimo... e allora che si fa? E' possibile ricreare l'immagine di un prodotto e renderla "viralizzabile" senza modificare il prodotto stesso?

Si', risposta facile, ma rimane tale finche' si tratta di grandi aziende; il problema e' come convincere il classico piccolo-medio imprenditore a farlo. La leva piu' facile e' fargli capire che e' posibile svincolarsi dalla logica "prodotto-prezzo", ed avere degli argomenti in piu sulla vendita (e sulla giustficazione di un prezzo piu' alto). Ma si torna alla solita rottura che "nell'acquisto il prodotto conta solo il 7% ed il resto e' emozione". Ci devo pensare sopra.

Arrivero' anche a capire come convincere il "commenda" di turno ad utilizzare i social media, ma quello e' un po' piu' complicato: e' un pallino che ho da un po', ci penso e poi qualcosa dovro' scrivere...

PS: ammetto di non aver letto questo di Godin per intero: corro a rimediare